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Aprile 13, 2021, martedì

Aston Martin, storia nel motorsport: dalle origini al ritorno in F1

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Aston Martin, il glorioso marco britannico di Gaydon, è pronta a riscrivere nuovamente la sua storia imboccando una nuova avventura nel motorsport mondiale. Dopo i brillanti successi nel WEC (campionato mondiale endurance), che l’ha vista vincitrice nell’ultima edizione nella classe GTE Pro, è giunto il momento di tentare il successo nella categoria massima dell’automobilismo mondiale: la Formula 1. Compito che spetterà al 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel ed al giovane, e senza titoli, Lance Stroll.

Dalle origini ai primi successi a Le Mans

Le origini di Aston Martin nella storia del motorsport hanno radici assai lontane. L’azienda venne fondata nel 1913 in un piccolo laboratorio londinese dal pilota Lionel Martin e dal meccanico Robert Bamford e prendeva il nome di Bamford & Martin (cambiato l’anno dopo nell’attuale Aston Martin in occasione della prima vittoria del marchio durante la cronoscalata Londra-Aston Clinton). È solo nel 1922 che Aston Martin mette piede sul palcoscenico internazionale. Lì dovrà vedersela contro i maggiori rivali durante il GP di Francia presentandosi con due vetture, cui una era guidata dal conte Louis Zborowski, senza ottenere grossi risultati neanche durante la prima partecipazione a Le Mans. Dieci anni più tardi il modello Aston Martin International aveva raggiunto degli standard qualitativi molto alti, garantendogli performance notevoli che hanno portato Bertelli e Driscoll a trionfare a Le Mans nel 1932.

Aston Martin motorsport cronoscalata 1922
 Conte Luois Zborowski durante la cronoscalata di Shelsley Walsh nel 1922 – Photo Credit: Aston Martin

Passano gli anni e nel 1947 Aston Martin venne acquisita dall’industriale e magnate David Brown, grande appassionato di corse automobilistiche e del marchio alato. Incanalò la sua passione e virtù economica per far risplendere il marchio di Gaydon nel panorama motoristico internazionale dopo una breve assenza dal mondo delle corse. Un nuovo capitolo nella storia di Aston Martin stava per essere scritto.

Dopo il ritorno in pista, con molta umiltà e presa di coscienza, i risultati della DB1 e della DB2 non davano i risultati sperati nelle corse di durata. Le vetture avevano un gran potenziale, ma non avevano quello spunto decisivo capace di rendere l’auto vincente in gara. Così nel 1952 David Brown si presentò a Le Mans con l’Aston Martin DB3S dimostrando di avere tra le mani una vettura vincente, tant’è che poi conquisto per tre anni consecutivi la 24h di Le Mans (1955-56-57) nella propria categoria e nel 1959 quella assoluta sempre a Le Mans. Adesso, però, era tempo di volgere lo sguardo alla Formula 1.

La breve avventura di Aston Martin in F1

L’avventura di Aston Martin in F1 durò relativamente poco. La sua permanenza nella categoria automobilistica più prestigiosa al mondo si ridusse nel bienno 1959-60 e non fu un periodo roseo. Le aspettative erano alte ma il team britannico, che forniva la sua DBR4 a piloti quali Carroll Shelby e Roy Salvadori, ottenne come miglior risultato il 6° posto in soli 6 GP totali disputati. Questi risultati portarono la squadra ad accantonare l’idea di rimanere in quella competizione sempre più impegnativa e costosa. Sarà solo nel 2018 che il marchio alato si rivedrà nello scenario della F1, ma non come team privato bensì come title sponsor di Red Bull.

aston martin formula 1 moss
Ray Salvadori alla guida della Aston Martin DBR5, 1960 – Photo Credit: astonmartin.com

Intanto durante lo stesso anno della prima partecipazione al campionato di F1, nel panorama delle competizioni sportive endurance, Stirling Moss si rendeva protagonista di una vittoria clamorosa a Le Mans a bordo della DBR1 e, in seguito, nel Campionato mondiale sport prototipi. La permanenza di Aston nel mondo delle corse durerà fino al 1963.

La storia di Aston Martin continua: la fondazione di AMR ed il ritorno in Formula 1

Dopo qualche apparizione sporadica a metà anni ’80 e 90, nel 2005 viene fondata Aston Martin Racing. Il reparto corse ufficiale della casa di Gaydon debuttò durante l’American Le Mans Series al Sebring, nel 2005, vincendo la gara nella categoria GT1 con una Aston Martin 009 DBR9. In quegli anni le partecipazioni nelle categorie sport prototipi aumentarono: AMR ha gareggiato ad eventi quali la 24h del Bahrain e la 1000 km del Nürburgring vincendola nel 2009.

Aston Martin Lola BR1-2 24h Le Mans
Aston Martin-Lola DBR1-2 durante la 24h di Le Mans del 2010 – Photo Credit: Aston Martin

Nel 2010 Aston Martin è pronta ad essere protagonista nella massima categoria endurance e lo fa col prototipo Aston Martin-Lola DBR1-2,che però debuttò l’anno precedente alla 1.000 km di Catalunya, nella competizione Le Mans Series. Sul circuito di Le Sarthe il prototipo LMP1 va forte e permette al team di ottenere il 2° posto assoluto durante la gara automobilistica più impegnativa al mondo. Dopo l’esperienza maturata nella classe LMP1, la casa di Gaydon preferisce concentrarsi nella categoria GTE per le stagioni successive. Così nel 2012 schiera nel campionato endurance una V8 Vantage GTE ed una V12 Vantage GT3: l’obiettivo è quello di sbaragliare la concorrenza formata da BMW, Ferrari, Porsche, Audi, Corvette, Bentley, McLaren e Dodge. Anche in questa occasione AMR fa un’ottima figura concludendo il campionato al secondo posto.

A parte qualche successo piloti nel 2014 e 2017, il risultato più importante per la casa di Gaydon arriva nell’ultima stagione del campionato WEC 2020. Durante la Super Season 2019-20 la strabiliante per Aston Martin Vantage AMR, condotta dalla coppia tutta danese formata da Marco Sørensen e Nicki Thiim, conquista, finalmente, il titolo costruttori oltre che quello piloti ma questa fantastica annata coincide anche con l’annuncio del ritiro del team dallo scenario WEC come costruttore ufficiale.

aston martin vantage gte 24h le mans
Aston Martin Vantage AMR GTE durante l’ultima edizione della 24h di Le Mans – Photo Credit: Aston Martin Twitter

Adesso, dopo oltre sessant’anni di assenza, Aston Martin è pronta a tornare a gareggiare in Formula 1 riscrivendo un’altra emozionante pagina di storia del motorsport. Riuscirà il team di Gaydon, equipaggiato di un poderoso V6 Mercedes-AMG, a rivaleggiare contro avversari quali Ferrari, Red Bull, McLaren ed Alpine? Questo sarà il compito massimo che avranno Sebastian Vettel e Lance Stroll con l’obiettivo di riscrivere la storia del brand in Formula 1, memori di quel biennio, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, così breve ma intenso.

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Raffaello Caruso

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Raffaello Caruso
Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre grazie a lui, all'età di 8 anni ho partecipato in maniera agonistica a diverse competizioni di GoKart. Seguo assiduamente ogni competizione motoristica a quattro ruote, soprattutto la F1 di cui sono grande appassionato. Puoi trovarmi anche qui: Instagram, Youtube
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