Voleva celebrare il suo “essere britannica”, ma quello che doveva essere un innocente costume ispirato alle Spice Girls si è rivelato un caso nazionale. Courtney Field, 12 anni, è stata rimandata casa dalla sua scuola a Birmingham per aver indossato un abito raffigurante la “Union Jack”, in occasione della giornata delle culture. Qui, i ragazzi avrebbero dovuto indossare un elemento caratterizzante le rispettive usanze o simbologie, per condividere le diverse radici e lei ha deciso di portare le sue.
Birmingham, scuola chiusa per minacce dopo aver vietato di indossare la bandiera inglese

La scelta non ha visto per niente l’accoglienza della scuola, che ha spiegato la sua decisione di sospendere la ragazza e rimandarla a casa. Per gli insegnanti, infatti, è stato inaccettabile, considerato che la giornata nasce per celebrare altre culture. Lei “può celebrare ogni giorno l’essere britannica“, hanno spiegato. Insomma, è come se un bambino italiano facesse un fiero discorso sull’essere italiani proprio il giorno della giornata delle culture che, per definizione, lascia spazio ad altre usanze.
Eppure, il caso di Courtney ha generato un vero e proprio caos mediatico: il padre Stuart, 47enne, una volta avvertito della situazione è corso a prendere la figlia, ma non ha mancato di raccontare tutto sui social. La notizia, virale in pochissimo tempo, ha attirato l’attenzione dei media. Ha preso una posizione anche il Primo Ministro Sir Keir Starmer. Che sostiene che la decisione della scuola di definire “inaccettabile” l’abito con la bandiera dell’Unione è stata ampiamente condannata. Ha infatti affermato: “Essere britannici è qualcosa da celebrare”.
A seguito della fuga di notizie online, la scuola ha dovuto chiudere per minacce. Infatti, la Bilton School di Rugby ha informato i genitori che chiuderà anticipatamente per le vacanze estive. “Nell’interesse della sicurezza degli studenti e del personale” dopo aver affermato di aver ricevuto “insulti estremisti online e tramite i nostri sistemi telefonici”. Inoltre, Ranjit Samra, amministratore delegato dello Stowe Valley Multi-Academy Trust e Jayne Delves, preside della Bilton, hanno affermato che anche il personale è stato minacciato.
Marianna Soru





