Musica

Bob Marley, cinque canzoni per celebrare il poeta del Reggae

Bob Marley, oggi avrebbe compiuto 77 anni. Oggi ricorre l’anniversario della nascita dell’icona del Reggae mondiale. Molto più che un semplice musicista. Bob Marley è stato, ed è ancora, un vero e proprio simbolo di lotta, di pace e del potere universale che il genere Reggae in particolare, e la musica in generale, ha nell’unire le persone. Abbiamo scelto per voi 5 sue canzoni che non si può non ascoltare.

Bob Marley, un emarginato che ce l’ha fatta

Bob Marley, trascorse l’infanzia a Trenchtown, il ghetto di Kingston dove era discriminato per le sue origini. Il padre era un giamaicano “bianco”, Norman Marley, capitano dell’esercito inglese. Sua madre era Cedella Booker, giamaicana. Alla domanda che gli veniva spesso posta su quale delle due culture si sentisse più vicino lui rispondeva: “Mio padre era un bianco, mia madre nera, io sono in mezzo, io sono niente. Tutto quello che ho è Jah”.

Nonostante le premesse e l’infanzia molto difficile, Bob ce la fece e diventa la prima superstar della musica del c.d. “Terzo mondo”. Marley diventa l’icona del reggae trasformato in un linguaggio universale e immediatamente comprensibile a tutti. Nel 1967 con la conversione al rastafarianesimo, diventa anche un simbolo di pace. Il One Love Peace Concert del 1978, organizzato con lo scopo di far cessare le violenze tra le opposte forze politiche, che insanguinavano la sua terra, è uno degli esempi di come Marley avesse deciso di intraprendere, attraverso la musica,  una vera e propria missione. Nello stesso anno gli fu conferita, a nome di 500 milioni di africani, la medaglia della pace dalle Nazioni Unite.

Il Reggae Universale

Due sono i temi principali dei capolavori incisi da Bob Marley: l’odio verso Babilonia e l’amore per Jah, il Dio Rasta. Babilonia rappresenta l’inferno in terra, il mondo occidentale bianco, la società oppressiva in contrapposizione con l’Etiopia, terra madre che un giorno riaccoglierà la sua gente. Non meno forte è anche l’opposizione verso la cultura imposta dal regime. Marley dirà: “Ho preso il nome dalla Bibbia. Quasi in ogni pagina ci sono storie di persone che si lamentano. E poi, i bambini piangono sempre, come se reclamassero giustizia”. Da questo momento la musica di Marley entra in simbiosi con la storia del popolo giamaicano.

Il mondo scopre di amare il Reggae grazie a lui, alla sua abilità nel fonderlo con altre musiche, alla sua straordinaria capacità di renderlo un linguaggio universale e immediatamente comprensibile a tutti. E ancora attualissimo e noi vi proponiamo cinque suoi capolavori indiscussi.

“ONE LOVE”

Incisa per la prima volta nel 1965 dagli Wailers nel loro album di debutto, “One Love” è diventato nel 1994 la canzone ufficiale dell’ufficio del turismo giamaicano. Inno alla pace, all’unità e alla devozione. “Insieme tutto andrà bene”

“One love (what about one heart?)
One heart (what about the love?)
Let’s get together and feel all right”

“GET UP STAND UP”

Questo è il brano sui diritti umani più famoso dell’artista giamaicano. L’ispirazione arriva dopo un viaggio ad Haiti dove vede di persona la povertà estrema dell’isola. “Alzatevi e combattete per i vostri diritti

“Get up, stand up
Stand up for your right
But if you know what life is worth
You would look for yours on earth
And now a you see the light
You stand up for your right
Jah!”

“JAMMIN’”

Canzone dalla melodia allegra ma forse pochi sanno che nasce in realtà dal dolore. Scritta dopo l’attacco subito da Bob, dalla moglie Rita e il loro manager Don Taylor nel 1976 da parte di un gruppo armato, in cui i tre restano feriti. Nel testo Bob Marley, profondamente segnato dall’esperienza, canta: “Nessun proiettile potrà fermarci. Non ci piegheremo e non imploreremo”.

“Jam’s about my pride and truth I cannot hide
To keep you satisfied
Love that now exist, true love I can’t resist,
Jam by my side.”

“COULD YOU BE LOVED”

Tra i brani più ballabili di Bob Marley, diventa il suo unico singolo ad entrare nella classifica Dance. Lo spartito del brano finirà sui francobolli in Giamaica e in molti si cimenteranno con delle cover. “L’amore non ci lascerà mai soli e anche dall’oscurità verrà fuori la luce”.

“Don’t let them fool ya
Or even try to school ya! Oh, no!
We’ve got a mind of our own
So go to hell if what you’re thinking is not right!
Love would never leave us alone
A-yin the darkness there must come out to light

“THREE LITTLE BIRDS”

La canzone fa parte dell’album del 1977 Exodus”. La sensazione di pace e tranquillità ha ispirato Marley per la scrittura di questo brano che parlava del non preoccuparsi eccessivamente del proprio destino. Tante le teorie su chi possano rappresentare effettivamente i tre uccellini del brano. Le coriste dei Wailers, suo gruppo di musicisti, o le “visioni” che aveva in giardino quando si rilassava fumando??

“Rise up this morning
Smiled with the rising sun
Three little birds
Pitch by my doorstep
Singing sweet songs
Of melodies pure and true
Saying, “This is my message to you””

Ilaria Festa

Seguici su:
Instagram
Facebook
Metropolitan

Back to top button