Cinema

Bong Joon-ho: le immagini dell’impronta ecologica

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È trascorso un anno dalla storica vittoria di Bong Joon-ho agli Oscar. Il regista di Parasite ha così raggiunto sull’Olimpo del cinema gli autori più interessanti degli ultimi anni. Chi conosceva i suoi precedenti lavori sapeva però che un giorno quella statuetta sarebbe arrivata in Corea del Sud. Sulla strada che lo ha portato a Parasite, il regista ha infatti dato vita a Snowpiercer e Okja, film in cui proietta le impronte ecologiche dell’uomo in immagini che sono solo del suo cinema.

Snowpiercer

Un treno dalla locomotiva perforatrice cammina silenzioso in un mondo bianco. In realtà segue un tragitto circolare intorno al globo, costruito dopo che, nel tentativo di porre fine al riscaldamento climatico, gli uomini scatenarono una nuova era glaciale. Nel cast Chris Evans, Ed Harris e Tilda Swinton, per un film distribuito nel 2013, e ambientato nel 2021. Come molti colleghi, il regista sudcoreano colloca infatti l’Apocalisse alle porte del tempo.

Oggi è il 2021, e noi non siamo costretti a rifugiarci su un treno. Però il riscaldamento climatico non si ferma, le emissioni continuano ad accumularsi nell’atmosfera e secondo molti scienziati non bisogna solo parlare di come fermarle: ormai è necessario ingegnarsi per riassorbirle. Certo, Snowpiercer si limita a prendere forza dal cambiamento climatico per raccontare le dinamiche di un gruppo sanguinario e grottesco. Questo non basta quindi a fare del film un’opera a tematica ecologica, ma le immagini visionarie di Bong Joon-ho ci permettono di dare un volto a un futuro ormai presente che non è quindi fantascienza.

Bong Joon-ho- Photo Credits: Telefilm addicted
Snowpiercer – Photo Credits: Telefilm addicted

Okja

Diverso è il discorso per Okja (2017), distribuito su Netflix. Saltiamo in un altro mondo, più simile al nostro, e per questo forse ancora più spaventoso. È il presente del consumismo, della televisione e della pubblicità. Per rispondere al mercato della carne, una multinazionale dà vita una specie di supermaiali, destinati ovviamente all’allevamento intensivo. Nell’ignoranza di un mondo che preferisce non sapere, e di una bambina che non può sapere cosa succederà al maialino che ha allevato, si muove il Fronte liberazione animali, capeggiato da Paul Dano.

Grottesco, crudo e poi struggente, il film ci costringe ad aprire gli occhi su un problema che esiste. Ma come ogni buona storia, il realismo non la fa da padrone, e interviene all’improvviso, per turbare e risvegliare lo spettatore.
Bong Joon-ho allora riflette e costringe noi a farlo. Oggi che in cantiere per il regista ci sono due nuovi film, possiamo sperare che la sua macchina da presa continui ad addentrarsi nella tematica più attuale degli ultimi anni.

Bong Joon-ho - Photo Credits: Milano Reporter
Okja – Photo Credits: Milano Reporter

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Manuela Famà

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