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Boys Run The Riot: una sorpresa per il Pride Month

Questo mese Star Comics ci propone il primo volume di Boys Run The Riot. Prima opera di Keito Gaku, mangaka transgender, occupatosi sia della storia che dei disegni, con protagonista un ragazzo transgender, Ryo Watari.


La casa editrice ci offre due versioni, una limited edition con il box che andrà a contenere i quattro volumi della miniserie al prezzo di 12,50€ e la versione regular senza box al prezzo di 7,50€.

Boys Run The Riot: le parole dell’autore

Boys Run The Riot: una sorpresa per il Pride Month
Fonte: starcomics.it

Come riportato dall’autore in un’intervista per l’edizione estera di Boys Run The Riot, l’obiettivo di quest’opera era rappresentare i sentimenti e la crescita di una persona transgender. Molti dei conflitti del protagonista, che vediamo soprattutto all’inizio dell’opera, sono basati sull’esperienza personale dell’autore. La passione per l’abbigliamento, componente essenziale del manga, è stata inserita per articolare al meglio il racconto di formazione, visto che la moda è strettamente legata all’identità sessuale. Keito Gaku ha pensato così che inserire questo argomento lo avrebbe aiutato a raccontare al meglio il conflitto interiore di Ryo nei confronti della sua identità e che fosse comunque un ambito a cui un adolescente si sarebbe potuto appassionare. Nella medesima intervista viene chiesto all’autore se c’è qualcosa che vuole comunicare agli adolescenti e alle persone transgender. Gaku risponde con parole confortanti, pensa che in particolare i teenager abbiano tante preoccupazioni e vorrebbe che trovassero qualcosa che diventi un sostegno per loro, come lo è la moda per Ryo. Prima di Boys Run The Riot, Keito Gaku vince il 77° Premio Testuya Chiba con il suo racconto breve di debutto, Akarui, one-shot che riguarda un liceale transgender ma in cui la moda non ha un ruolo.

Di cosa parla Boys Run The Riot?

Ryo non ha nessuno a cui confidare il suo segreto, il suo disagio in questo primo volume è palpabile. Indossa fasce per far notare il meno possibile il seno e trova quasi sempre un modo per indossare la tuta da ginnastica piuttosto che indossare l’uniforme femminile. Ryo sa di essere transgender e le ragazze gli fanno battere il cuore. Si sente a suo agio solo con i vestiti maschili che sceglie accuratamente fin da piccolo. Questa sua passione per i capi d’abbigliamento lo porterà ad avvicinarsi a Jin, un nuovo compagno di classe ripetente che all’apparenza sembra un bullo ma in realtà ha un cuore tenero.
I due si incontrano in un nuovo negozio di vestiti, adocchiano la stessa maglietta e si riconoscono. Il giorno seguente Jin, emozionato per l’accaduto, chiede al nostro protagonista di creare insieme un brand. Ryo non è sicuro sul da farsi, ma pian piano il compagno di classe, con conversazioni in cui entrambi si riveleranno quanto l’abbigliamento significhi per loro, riuscirà a convincerlo e cercheranno insieme di avviare questa attività.
Entrambi alle prime armi, incontrano le prime difficoltà del mestiere. Punto primo: come farsi pubblicità?

Paure e insicurezze

Il nostro Ryo non vuole sembrare più strano di quel che pensa di essere, ha paura che i suoi compagni possano pensare che questo nuovo brand sia un’idiozia. Non riesce a parlare apertamente del progetto, come non riesce a parlare di cose ben più importanti.
Jin prende in mano la situazione e durante un’assemblea scolastica, davanti a tutti, urla che, seppur possa sembrare assurdo, lancerà una linea d’abbigliamento e non si tirerà indietro.
Il protagonista, spronato dal discorso di Jin e dalla parole di una sua professoressa, fa un graffito sul tetto della scuola (gesto per cui i ragazzi verranno sospesi). Graffito in cui scrive che lui e l’amico creeranno una linea d’abbigliamento. Crea così il primo design per una maglietta seguita da un motto che speriamo accompagnerà il nostro protagonista fino alla conclusione del manga: “Chi non si vergona è il più forte di tutti, no shame in my game”.

Come faranno i nostri protagonisti a dare un inizio a questo brand?

Ryo e Jin non possono pubblicizzare la loro nuova linea con foto fatte da uno smartphone. Qui entra in gioco un compagno di scuola dei due, Itsuka Todo, un ragazzo a suo dire mediocre, che fa parte del club di fotografia. Todo si fa andar bene tutto quello che gli capita, il suo migliore amico che lo usa per comodità, il fatto che suo padre, che ha da anni abbandonato il sogno di essere un fotografo, non voglia che lui perda troppo tempo con la macchina fotografica. Il pensiero di essere una persona inferiore agli altri è opprimente. Itsuka però, con parole forti, ci rivela che lui non ha affatto ereditato i geni di chi si vergogna del proprio sogno. Ama scattare foto alle persone, studiare le espressioni e non è affatto bravo con le parole. Solo immortalando il prossimo attraverso la lente e osservando le foto, riesce a capire meglio chi ha davanti.
Todo, un giorno, salendo sul tetto della scuola, immortala il graffito fatto da Ryo, impressionato dal gesto. I nostri protagonisti, speranzosi di poter avere qualcuno al loro fianco che possa fare le foto per il brand, gli chiederanno di diventare il loro fotografo. “Vogliamo solo ribellarci alla società, alle convenzioni… alle nostre vite.” – con queste parole Ryo e Jin riusciranno a convincere Todo a lavorare con loro. Daranno così inizio alla loro attività. Anche quando qualcuno cercherà di mettergli i bastoni tra le ruote, loro si rimboccheranno le maniche e continueranno a creare. Sceglieranno il nome del brand (Boys Run The Riot) e riusciranno anche a vendere la loro prima maglietta.

Boys Run The Riot: In conclusione…

Alla fine di questo primo volume conosciamo Tsubasa, che non si identifica in nessun genere e Kashiwabara, primo acquirente del brand. Il mangaka non ci darà solo ed esclusivamente la prospettiva di una persona transgender ma includerà vari punti di vista di persone della comunità LGBTQIA+.
Kashiwabara chiuderà il capitolo con una frase forte: “Vivere liberi significa sempre perdere qualcosa. Se volete farlo comunque… Non arrendetevi per favore.”
Ringraziamo Star Comics per averci regalato questa perla proprio durante questo mese e buon pride month a tutti!

Informazioni editoriali

Boys Run The Riot regular edition

Editore: Star Comics
Lingua: Italiano
Pagine: 224
Dimensioni: 15×21

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