Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia sono trascorsi quattro anni. Quattro anni in cui le città sono state distrutte, persone sono morte e altre, per cercare di sopravvivere, si sono dovute rifugiare altrove. Proprio per commemorare quanto sta affrontando il popolo ucraino, a Budapest si è svolta una manifestazione che ha visto la partecipazione si moltissime persone. Le organizzazioni civili riunite in strada hanno approfittato dell’occasione per chiedere una cosa semplice: la fine dell’aggressione.
Budapest, la manifestazione come vicinanza del popolo ungherese
Nonostante l’Ungheria sia notoriamente un Paese considerato alleato di Putin, i civili ucraini dichiarano di sentirsi non solo al sicuro, ma ben accoliti. Una donna ucraina che ormai vive da anni in Ungheria ha dichiarato a Euronews: “Ovunque i rifugiati ucraini siano arrivati, sono stati accolti con amore qui in Ungheria – vicino al confine, qui a Budapest e in molti altri luoghi. Orbán e il popolo ungherese non sono la stessa cosa”. Il rapporto che intercorre tra Viktor Orbán e Vladimir Putin è noto, ma questo non ha mai interferito con il profondo sostegno che il popolo ungherese ha offerto e continua a offrire all’Ucraina. Infatti, secondo l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sono 60 mila i rifugiati ucraini in Ungheria.
Insieme alla manifestazione si è tenuta una commemorazione congiunta nel parco del Municipio con il Comune e l’ambasciata ucraina. L’ambasciatore dell’Ucraina a Budapest, Sándor Fegyir, ha sottolineato numerosi concetti. Ha, infatti, ribadito le massicce violazioni del diritto internazionale da parte della Russia, la commissione di crimini di guerra e le minacce agli altri Stati europei e alla Nato. Il sindaco Gergely Karácsony ha dichiarato: “È molto importante sostenere i nostri amici ucraini, che lottano non solo per la loro libertà, ma anche per la possibilità di una pace giusta in Europa. Questo è un interesse nazionale fondamentale”. Un altro evento significativo e particolarmente commovente si è svolto proprio nel centro di Budapest, in piazza Madách. La mostra, intitolata “Le ferite invisibili dell’infanzia ucraina“, era caratterizzata da disegni di bambini che hanno perso i loro familiari.
Stefania Cirillo





