Musica

Che vita meravigliosa, quella cantata da Diodato

Un concentrato di emozioni altalenanti ma incredibilmente forti. C’è tutto questo all’interno di Che vita meravigliosa, quarto album di Antonio Diodato. Il vincitore del 70° Festival di Sanremo è riuscito a mettere insieme l’arte del cantautorato made in Italy e la ricerca di suoni e testi freschi e maggiormente al passo con i tempi. Da Fai Rumore, a Quello che mi manca di te, passando per ballad più leggere come La lascio a voi questa domenica e Un’altra estate.

Diodato vincitore del 70° Festival di Sanremo con il brano Fai Rumore – Fonte: web

Che vita meravigliosa e l’inizio del successo: Diodato scelto da Özpetek

Pubblicato lo scorso 14 febbraio 2020, poco dopo il trionfo al Festival di Sanremo, Che vita meravigliosa aveva già mostrato la propria forza emotiva con l’omonimo singolo. Proprio il brano che ha anticipato l’uscita del disco, Che vita meravigliosa, ha da subito ottenuto grande successo, grazie soprattutto alla scelta fatta dal regista Ferzan Özpetek che l’ha selezionata per diventare colonna sonora del suo ultimo film, La Dea fortuna. Canzone con la quale Diodato si è aggiudicato il David di Donatello 2020 come Migliore canzone originale.

Che vita meravigliosa racconta le varie sfaccettature della vita: proprio come le onde del mare, ci confonde, seduce e abbandona. Diodato invita a non lasciarsi andare, a vivere tutte le emozioni che ci pone davanti il quotidiano, anche se spesso diventa doloroso, proprio come se ci spingesse in mezzo al mare senza un appiglio. Viene descritta la bellezza affiancata alla voglia di scoprire e stupirsi ancora, che sia il profumo dei fiori o un bacio da parte della persona amata.

Diodato – Che vita meravigliosa (Videoclip ufficiale 2020)

Il trionfo a Sanremo con “Fai rumore”

Il successo dato dal singolo, lo porta dritto sul palco del Festival di Sanremo 2020. La kermesse lo decreta vincitore assoluto con la sua Fai Rumore, un grido delicato che il cantante tarantino dedica alla sua amata città pugliese. Il brano trionfa durante la serata finale del Festival e si aggiudica anche l’ambito Premio della critica Mia Martini, insieme al Premio della Sala stampa Lucio Dalla. Un clamore sorprendente quello che inonda la carriera di Diodato: il brano sanremese ottiene il Disco di Platino per le oltre 70 mila copie vendute.

“Mi è capitato di allontanarmi da un’altra persona, e si creano dei silenzi che amplificano le distanze. È un invito a far sentire la propria umanità, è un rumore dolce, può essere anche manifestare il proprio disappunto, ma l’importante è farsi sentire, altrimenti quei silenzi rischiano di amplificare anche delle considerazioni errate. Nel mondo di oggi c’è anche una parte composta da persone che cercano di imporre la loro idea e non vogliono ascoltare nessun altro, senza stare attenti all’utilizzo delle parole, e l’altra parte, che è contro questi urlatori talvolta rimane troppo in silenzio, è un invito anche a loro di far sentire il proprio dissenso”

Diodato – Fai Rumore (Videoclip ufficiale 2020)

Perché ascoltare “Che vita meravigliosa” vuol dire ritrovarsi

Che vita meravigliosa emoziona, ci rende fragili, inermi, ci fa soffrire e sentire piccoli. Racconta ognuno di noi, in modo diverso. Ogni sfaccettatura è resa limpida e delicata. C’è l’egoismo, la dura accettazione di sé che culmina nei gesti estremi in La lascio a voi questa domenica. Il lamento e la malinconia di Quello che mi manca di te e la rassegnazione di Fino a farci scomparire. Ma anche la presa di coscienza di Ciao, ci vediamo, la stanchezza e la voglia di chiudere un rapporto sofferto con Non ti amo più.

E poi il ritrovo della consapevolezza e della voglia di ironizzare anche sulle brutture della vita quotidiana con Il commerciante o E allora faccio così. Diodato ci accompagna lungo i momenti più catartici della vita di ognuno. Con estrema verità e senza retorica dipinge un quadro fatto di ogni sfaccettatura umana. La metafora che viene fuori da Fai Rumore rincorre l’intero scopo del disco. Bisogna prendere quel rumore assordante e trasformarlo in melodia: in quella vita meravigliosa, dolorosa ma seducente e miracolosa che si intravede anche nelle situazioni più buie.

A cura di Maria Zanghì

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