Esteri

Cosa possono provocare le sanzioni alla Russia

Le sanzioni istituite dall’Occidente nei confronti della Russia sono state adottate per indebolire tale aggressore. Tuttavia, se il progetto di Putin è quello di ricreare un’area di influenza russa, tali provvedimenti potrebbero persino aiutarlo. Esse infatti potrebbero accelerare il raggiungimento dell’autarchia dell’economia della Russia e la de-dolarizzazione.

Le sanzioni alla Russia e la riconfigurazione geo-politica

L’invasione russa dell’Ucraina ha provocato delle crepe al sistema della globalizzazione. Il mondo basato sulla libera circolazione di merci e capitali è entrato in crisi. Si tratta di una situazione contraddittoria. L’Occidente cerca di dare un freno alle mire espansionistiche della Russia entrando in conflitto con gli ideali da sempre professati.

Da qualche anno si parla di un mondo diviso in due parti, una americana e una cinese, in continua competizione. Nello scenario della guerra in Ucraina l’Europa si è allineata ai provvedimenti degli USA, andando quindi a schierarsi all’interno della competizione per il predominio (con accezione economica) degli americani. Dal canto suo la Cina, con la sua politica definita equilibrista si muove con cautela sul terreno di guerra, per non inimicarsi Putin, con il quale recentemente si sono rafforzati i rapporti. Inoltre, siccome a causa delle sanzioni le riserve di dollari in Russia sono state sterilizzate, è probabile che grandi quantità di denaro verranno reindirizzate verso la Cina, che si rafforzerà.

La domanda che sorge spontanea in questa riflessione è cosa potrebbe succedere se Putin di rimbalzo decidesse di bloccare i flussi di energia russa che si dirigono in Occidente. L’Europa, per usare un termine misurato, ne risulterebbe danneggiata, e ciò aggraverebbe la sua impotenza globale.
Inoltre, nel 2017, durante un convegno, Putin aveva sottolineato come le eterne sanzioni alla Corea del Nord avevano avuto l’effetto di rafforzare il regime di tale Paese. Il Presidente russo ricordava che l’artiglieria primitiva della Corea del Nord era stata sostituita da missili sofisticati e bombe all’idrogeno, nonostante il blocco dei conti bancari. Quello tra il Paese di Kim Jong-Un e quello di Putin è un paragone che fa gelare il sangue a tutto l’Occidente.

Michela Foglia

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