In questi giorni non si fa altro che parlare del nuovo film di Checco Zalone, Buen Camino. Una produzione con numeri da record, che segna il ritorno del comico pugliese dopo una pausa dai grandi schermi di ben 5 anni. Ma il vero protagonista di questo film non è solo l’ironia che lo contraddistingue, ma il Cammino di Santiago: qui padre e figlia si ricongiungono in una commedia dai risvolti sentimentali.
Cos’è e come funziona il Cammino di Santiago

Il cammino in realtà non è solo uno, ma si tratta di una rete di oltre 10 itinerari a tappe. Questi percorsi vedono ogni anno quasi mezzo milione di persone, la cui tappa finale è la cattedrale della città spagnola di Santiago de Compostela. La cattedrale si trova in Galizia dove, secondo la chiesa, sono conservate le spoglie di San Giacomo il Maggiore, uno dei 12 apostoli. Il cammino più famoso (e anche quello che viene citato nel film) è il cosiddetto Cammino Francese. Questo inizia infatti in Francia, nel paese di Saint-Jean-Pied-de-Port, sui Pirenei. È lungo circa 780 km e si percorre in circa un mese considerando in media 35 km al giorno.
Tra gli altri cammini storici c’è il Cammino del nord, lungo la costa settentrionale della Spagna. Anche la Via de la plata, che inizia a Siviglia in Andalusia e sale verso nord. O ancora il Cammino primitivo, che inizia a Oviedo e poi si unisce al Cammino Francese. C’è anche il Cammino portoghese, che comincia a Lisbona e prosegue in direzione nord con due varianti, una nell’interno e una sulla costa. Non manca poi il Cammino inglese, con partenza da La Coruña o Ferrol. E, infine, c’è il Cammino di Finisterre/Muxía, dall’oceano Atlantico a Santiago. In realtà, quasi tutti i pellegrini lo percorrono in senso inverso, ovvero partono da Santiago e proseguendo in tre/quattro giorni, si arriva all’oceano.
Cosa portarsi per il cammino (e come funziona in pratica)
Quando partire? Nonostante i pellegrini si muovano tutto l’anno, i mesi più gettonati per camminare vanno da aprile a ottobre. Il picco arriva ad agosto, mese in cui maggior parte delle persone che lavorano o studiano ha più tempo per viaggiare. Di contro, però, luglio e agosto sono i mesi più caldi dell’anno, e sarebbero anche quelli meno consigliabili per camminare sotto il sole. Per questo i mesi migliori sono sicuramente maggio, giugno o settembre.
Ma cosa si fa in questo mese? È semplice: si cammina. Durante il cammino si stringe amicizia con chi si sposta, e i momenti serali non sono dedicati solo al riposo, ma anche ai momenti di condivisione. Si alloggia, infatti, generalmente negli ostelli, e si vive in comunità dedicandosi alla meditazione e alla preghiera. Per questo si deve viaggiare leggeri: gli esperti consigliano di avere uno zaino che non supero il 15% del proprio peso corporeo. Necessarie medicine, cerotti, crema solare e mantella per la pioggia. Le scarpe? Da trekking, ma già usate, così da evitare spiacevoli sorprese.
Storicamente, il pellegrinaggio è sempre esistito, ma ha vissuto un rifiorire nel ‘900. Grazie a Papa Giovanni Paolo II, il primo pontefice della storia a visitare Santiago, la cittadina è diventata sede della Giornata Mondiale della Gioventù del 1989. Due anni prima il Consiglio d’Europa dichiara l’insieme dei percorsi diretti a Santiago “itinerario culturale europeo” e sovvenziona il recupero delle antiche vie. Nel 1993 l’Unesco lo ha inserito tra i patrimoni dell’umanità.
Marianna Soru





