Cinema

Quo Vado e la chiave del successo di Checco Zalone

Questa sera su Canale 5 alle ore 21:20, Quo Vado?, film del 2016 diretto da Gennaro Nunziante. Checco Zalone è tornato nelle case degli italiani con una commedia originale e divertente, in cui “ridere” è la parola d’ordine. Dopo Cado dalle Nubi, Che bella giornata e Sole a Catinelle, il comico di Zelig è chiamato ora a rivestire i panni di un quarantenne pugliese, che per nessun motivo al mondo intende rinunciare al posto fisso…neanche se questo dovesse comportare il trasferimento al Polo Nord

Checco Zalone con Ludovica Modugno in Quo Vado- foto dal web
Checco Zalone in Quo Vado- foto dal web

Quo Vado, la trama

Checco Zalone ha quasi 40 anni, vive ancora con i suoi genitori ed è fidanzato da molto tempo con Penelope. La sua più grande aspirazione fin da piccolo era quella di occupare il posto fisso, diventando, dunque, un dipendente statale. Quando ottiene tale incarico, Checco non è disposto ad abbandonarlo nemmeno dopo la riforma del 2015, che prevede un’ingente riduzione del personale pubblico. La dottoressa Sironi le prova tutte per convincere il ragazzo a lasciare il lavoro, ma neanche il trasferimento nei posti più assurdi e isolati, come il Polo Nord, riesce nell’impresa, portando invece Checco alla scoperta del vero amore.

Trailer di Quo vado?

Checco Zalone e la sua comicità (a)tipica

Cado dalle Nubi, Che bella giornata, Sole a Catinelle, Quo vado?, fino al suo ultimo capolavoro Tolo Tolo. Checco Zalone non fa che stupirci con un successo dietro l’altro. Film diversi, ma tutti caratterizzati da una costante: record di ascolti e cinema stracolmi. Eppure dopo Zelig, Checco Zalone era considerato dalla folla un comico bravo, certamente, ma con nulla di diverso rispetto ai suoi colleghi. Con il primo film, però, qualcosa è cambiato. Cado dalle Nubi ha rappresentato, infatti, il suo vero esordio e da lì, una fama inaudita, che ha portato il suo ultimo film Tolo Tolo ad incassare oltre otto milioni di euro soltanto il primo giorno di programmazione.

A questo punto, la domanda è lecita: qual è la chiave del successo di Checco Zalone? Sicuramente il suo modo di fare comicità. Le commedie che lo vedono protagonista rompono gli schemi tradizionali a cui siamo abituati, creando film d’impatto che siano critici senza mai giudicare. È proprio questa l’essenza dell’arte di Checco. Il pubblico odia l’accentuato moralismo, che è insito nella maggior parte dei film tradizionali, e odia, in egual modo, essere soggetto di tali critiche. Checco Zalone parte da questa consapevolezza, capovolgendo la satira tradizionale. Il riso nasce dunque dalla certezza che il vero bersaglio del film non è lo spettatore stesso, ma chi gli è seduto accanto, in quanto rappresentante di una mentalità ristretta ben lontana da lui. 

Checco Zalone e Lino Banfi in Quo Vado- foto dal web

In realtà, il vero intento di Checco Zalone è quello di ribaltare tutte le nostre convinzioni, suscitando, tramite la risata, la riflessione su chi siamo e cosa cerchiamo realmente dalla vita. La sua pseudo-satira colpisce proprio il popolo, la parte bassa, lasciando incolume il potere e risultando, così, profondamente atipica. La sua spontaneità conquista, cattura, aggiungendo quel pizzico di quotidianità e familiarità in più a ogni suo pezzo. In ciascun film, il pubblico vede Checco Zalone, non il personaggio che interpreta.

Quante volte, leggendo la biografia di Luca Medici, avrete detto “Wow, ma lo sai che Checco è un avvocato?” Molte, perché la sua capacità di confondere il reale con il surreale porta il pubblico a non capire più cosa sia vero. Lo spettatore ama certamente i film ben realizzati e quelli impegnati, ma ha anche bisogno di molta leggerezza. E in questo, Checco è il migliore. Le sue storie sono tutte simili tra di loro: un ragazzo diverso, speciale, caratterizzato da una mentalità chiusa, viene ostacolato nel raggiungere i suoi sogni. Il tutto, incorniciato da una storia d’amore con una donna in grado di tirar fuori l’umanità e la sensibilità dell’uomo.

Con Checco, gli stereotipi crollano, ogni forma di razzismo e discriminazione viene posta in termini così assurdi da sembrare surreali. Insomma, un genio molto spesso incompreso, che ha saputo conoscere il pubblico e catturarlo, senza però fargli mai del male.

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