A meno che non abbiate vissuto su un’isola deserta negli ultimi tre anni, avrete certamente sentito parlare della trasposizione cinematografica di Wicked, il musical dei record di Winnie Holzman e Stephen Schwartz, tratto dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Il lungometraggio ha avuto sin dal principio una storia travagliata. Inizialmente previsto per il 2019, il progetto è stato rimandato al 2021 e poi posticipato a data da destinarsi, causa pandemia. Solo nel 2022, dopo un cambio alla regia (da Stephen Daldry la palla è passata a Jon M. Chu), gli ingranaggi hanno ripreso a funzionare. Il primo capitolo del dittico, dopo svariate peripezie, è infine arrivato sul grande schermo ed è disponibile da oggi nelle sale italiane.

C’è una generazione di theatre kids che, sin dal debutto a Broadway dello show, nel lontano 2003, attendeva e, al tempo stesso, temeva questo giorno. I fan dello spettacolo sono estremamente legati ai personaggi di Elphaba e Glinda, in particolare alle loro primissime interpreti sul palcoscenico, Idina Menzel (tra le altre cose, voce originale di Elsa in Frozen), e Kristin Chenoweth. Il confronto con Cynthia Erivo e Ariana Grande, dunque, era inevitabile. Per chi è cresciuto a pane e Defying Gravity, cantandola a squarciagola (con buona pace dei vicini) ad ogni occasione disponibile, questo adattamento avrebbe potuto essere una meravigliosa conferma oppure il disastroso sgretolamento di un sogno. Ecco perché, dopo mesi di trailer, contenuti extra e interviste, questo 21 novembre rappresentava il giorno del giudizio. Noi l’abbiamo visto in anteprima, e abbiamo delle opinioni ben precise a riguardo.

Wicked: c’era una volta la Strega dell’Ovest

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Cynthia Erivo e Ariana Grande in una scena di Wicked

Su Wicked c’è da fare una premessa: è, per l’hype generatosi intorno ad esso, il Barbie del 2024. La promozione a tamburo battente, le collaborazioni con brand di cosmetici e abbigliamento, le decine d’interviste, hanno sicuramente alzato le aspettative, e avrebbero potuto rivelarsi un’arma a doppio taglio, qualora il prodotto non avesse retto il paragone con la versione teatrale. Qualche dubbio era legittimo ma, sin dai titoli di testa, qualsiasi perplessità svanisce, per lasciar posto alla meraviglia. La scena iniziale, spinta dall’epica colonna sonora, catapulta immediatamente nel Regno di Oz, in festa dopo la vittoria di Dorothy. La Malvagia Strega dell’Ovest è stata finalmente sconfitta e, mentre la ragazzina si avvia verso la Città di Smeraldo insieme ai suoi compagni d’avventura -vederli camminare, in un angolino dello schermo, lungo la strada di mattoni gialli, è un colpo al cuore per tutti gli amanti del film con Judy Garland– la scena si sposta altrove.

È Glinda, la Strega Buona del Sud, a confermare la lieta novella. La crudele megera è morta, e il Paese dell’Ovest può tirare un sospiro di sollievo. Una domanda, tuttavia, mette in moto i ricordi della bionda incantatrice e, come per magia, veniamo trasportati nel passato, anni e anni prima delle vicende narrate da Baum. Nessun villain nasce tale, e la pellicola, in quanto prequel de Il Meraviglioso Mago di Oz, racconta la genesi della cattiva per eccellenza. Un tempo, la temibile Wicked Witch of West, era semplicemente Elphaba.

Cynthia Erivo e Ariana Grande: la danza delle streghe convincerà anche gli scettici

Quando, nel 2022, Cynthia Erivo e Ariana Grande vennero annunciate come protagoniste, furono in molti a storcere il naso, specialmente nei confronti della popstar statunitense. I fan “duri e puri” non vedevano di buon occhio questo casting, ma le due cancellano ogni preconcetto sul campo, grazie alle loro impeccabili performance.

Ariana Grande è nata per prestare il volto alla Strega del Sud. Il fatto che nel 2011, dopo aver visto una replica di Wicked, twittasse: «Spero di poter interpretare Glinda a un certo punto della mia vita» e che adesso lo stia facendo sul serio, è la giusta chiusura di un cerchio. Che avesse una grande vocalità, a volte sacrificata nel corso della sua carriera in nome della hit, era già cosa nota. Nel film, però, l’attrice tira fuori tutta la sua vena comica, sopita dai tempi di Victorious, la serie Nickelodeon che l’ha lanciata. Non si risparmia e canta, balla, scuote i capelli con maestria («Toss!Toss!» è il leitmotiv della pellicola). La sua Popular è un concentrato di note inarrivabili ed ironia, e la sala non può che ridere con lei. Non vi è alcuna traccia della star di Breakfree; Ariana non interpreta Glinda, È Glinda. Pardon, Ga-linda.

Dal canto suo, Cynthia Erivo ha un Tony Award sulla mensola del salotto che parla per lei. Profonda e appassionata, la sua Elphaba è ciò che il personaggio dovrebbe essere; gli occhi, espressivi quanto il suo canto, mostrano l’intera gamma di emozioni da lei provate, dal dolore alla vergogna, dalla speranza alla rabbia. La sua performance in The Wizard and I ricorda i momenti topici delle principesse Disney, ma va oltre. La prima parte di Wicked ci mostra una ragazza fragile, ma risoluta, che ha fatto della sua pelle verde uno scudo protettivo. Solo l’amicizia con Glinda, nata dopo una serie di dispetti e incomprensioni, e sigillata da una danza distensiva, ammorbidirà la sua corazza. La voce di Cynthia è un dono prezioso, e le note finali di Defying Gravity spazzano via ogni riserva circa la sua capacità di rendere giustizia a Elphaba.

The (not so) Wonderful Wizard of Oz e la magnificenza della produzione

L’attenzione, naturalmente, è tutta per le due protagoniste, ma nel cast ognuno risplende a modo suo. Michelle Yeoh è una Madame Morrible elegante e gelidamente carismatica. Jonathan Bailey abbandona i panni più seriosi di Anthony Bridgerton per vestire quelli apparentemente frivoli e vanesi del principe Fiyero, ed è totalmente a suo agio mentre si dimena sui tavoli, sulle note di Dancing Through Life. Un discorso a parte va fatto per Jeff Goldblum, il Mago di Oz. L’attore ci ha abituati sin da Jurassic Park a performance istrioniche e al suo ghigno malizioso, e non delude nelle vesti del misterioso illusionista. Il suo ruolo si svilupperà maggiormente nella seconda parte ma, già dalle poche scene che lo vedono in azione, s’intuisce che farà grandi cose.

I personaggi sono coinvolti in coreografie di gruppo studiate al dettaglio, scene corali che divertono e intrattengono e, spesso, si ha la sensazione di non essere seduti sulla poltroncina di un cinema, ma nella platea di un teatro. Tutti cantano dal vivo, e questa scelta registica non fa che aumentare l’emozione e la partecipazione; ogni parola è sentita e assimilata dal proprio interprete, e questo è ben visibile negli sguardi di Cynthia, Ariana e degli altri. I loro occhi brillano, e lo fanno per la felicità di essere un segmento di questa fantasia ad occhi aperti tramutatasi in realtà. Ascoltarli in lingua originale è un’esperienza a sé, che merita di essere vissuta.

La magnificenza della fotografia, saturata e vivida, la cura per ogni minimo particolare, i continui riferimenti a quello che verrà, rendono Wicked un prodotto tecnicamente ineccepibile. Una sorpresa inaspettata, verso il finale, farà saltare sulla sedia gli estimatori del musical; una parentesi da lacrimuccia assicurata.

Wicked: «Pink goes good with green»

Wicked ha, in sé, più di un’anima. È un musical, certo, ma anche un teen drama, una commedia, un film di formazione. Si fa portavoce dei diritti degli animali, si scaglia contro il bullismo, elogia la diversità, che poi è quel quid che ci rende unici. La scena della riappacificazione tra Glinda ed Elphaba, che avviene con un ballo, è più potente di qualsiasi retorica sull’inclusività. «Il rosa sta bene con il verde», sentenzia La Strega del Sud, e il significato della pellicola è tutto in quella frase.

I personaggi crescono e cambiano, inserendosi nel contesto magico del Regno di Oz, un luogo ameno e gioioso, almeno in superfice. Emerald City è uno scintillante specchio per le allodole che nasconde segreti inconfessabili, dimostrazione pratica del fatto che non è tutto oro quel che luccica, e neanche smeraldo. La linea tra bene e male è labile e spesso i giocatori possono cambiare schieramento, scegliendo se restare fedeli ai propri valori o se sacrificarli in nome dell’ambizione personale. La Strega Malvagia dell’Ovest non è poi così terribile, e il concetto di “bontà” è estremamente relativo. Il sentiero di mattoni gialli può portare in molti posti, ma non necessariamente alla felicità e, a volte, il prezzo da pagare è molto alto. Sta a loro, e a noi, capire da che parte stare.

Wicked è un kolossal e, in quanto tale, maestoso, esagerato, epico, ma è anche qualcosa di più. Ci pone di fronte a dei dilemmi, il maggiore dei quali è sicuramente «è più giusto volare liberi, ma soli, o volare in compagnia, scendendo a compromessi?». Mentre i titoli di coda scorrono sullo schermo, non si ha ancora una risposta al quesito, ma non c’è da preoccuparsi; la seconda parte uscirà solo il 21 novembre 2025, quindi c’è tutto il tempo per rifletterci su. Cosa fare nell’attesa? Semplice, rifugiarsi nella colonna sonora e continuare a cantare a vele spiegate Defying Gravity. I vicini se ne faranno una ragione.

Federica Checchia

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