Una promessa nei confronti del settore della moda ma anche dell’ambiente: l’Unione Europea aumenterà la consapevolezza e l’impegno a sostenere lo sviluppo del settore della “bioeconomia”, alla ricerca di redditività di fronte alla concorrenza di prodotti inquinanti a basso costo. Questo significa una maggiore attenzione sui materiali bio based: cosmetici a base di alghe, fibre vegetali fatte con i funghi, cotone, canapa e lino.
L’UE promesse più impegno sui materiali bio based

Come ha specificato la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, “La bioeconomia non è fantascienza”, durante una conferenza stampa a Bruxelles, mostrando un assortimento di prodotti “sostenibili”. Ha comunque ammesso che lo sviluppo del settore è “troppo lento” questo perché si tratta di prodotti con un costo molto più elevato rispetto a quelli derivati dal petrolio. Ad ora, la Commissione non è scesa molto nei dettagli, ma insisterà sullo sviluppo di “prodotti a base biologica” ottenuti da piante o da rifiuti organici, per sperare di sostituire la plastica tradizionale.
Secondo i dati dell’Ue sappiamo che ogni europeo ha prodotto quasi 190 kg di rifiuti di imballaggio nel 2021: questa cifra salirà a 209 kg nel 2030 senza ulteriori misure. L’esecutivo europeo punta a creare un'”Alleanza europea per i prodotti a base biologica”, riunendo aziende dell’UE che acquistino collettivamente “soluzioni a base biologica” per un valore di 10 miliardi di euro entro il 2030. Tra le promesse, anche quella di semplificare le norme e le autorizzazioni per i prodotti innovativi.
Jessika Roswall ha inoltre insistito sulla legislazione europea in materia di imballaggi, che prevede che siano tutti riciclabili a partire dal 2030. La Commissaria intende infatti aggiungere obiettivi quantitativi per la “plastica a base biologica” rinnovabile, prodotta ad esempio a partire da amido o cellulosa. È importante, poi, rendere gli imballaggi più ecologici, trattandosi di uno degli elementi più inquinanti. Infine, non dovrebbe mancare una futura legge sull’economia circolare. Bruxelles dovrebbe presentarla nel 2026. Includerà misure per migliorare la raccolta e l’utilizzo dei rifiuti di biomassa, materie organiche di origine vegetale o animale che possono diventare fonte di energia o come materia prima.
Marianna Soru





