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Dave Grohl: dalla batteria dei Nirvana alla chitarra dei Foo Fighters

Compie oggi gli anni David Eric Grohl, cantautore e polistrumentista statunitense. Ha raggiunto la ribalta musicale per essere stato il batterista dei Nirvana ed il fondatore e frontman dei Foo Fighters. Grohl è inoltre il fondatore del supergruppo Probot. In questa band ha riunito alcuni grandi esponenti della musica heavy metal come Lemmy Kilmister, Max Cavalera, Mike Dean, Lee Dorrian e Cronos. Inoltre è membro del supergruppo Them Crooked Vultures, composto anche da Josh Homme e John Paul Jones. Nel corso della sua carriera ha collaborato come batterista con vari artisti, come i Queens of the Stone Age, Killing Joke e Liam Gallagher.

Dave Grohl e gli esordi musicali

Dave Grohl: dalla batteria dei Nirvana alla chitarra dei Foo Fighters
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All’età di 16 anni, Dave, fa un provino per una delle sue band locali preferite, gli Scream. Con sua sorpresa, il gruppo lo inserisce nella formazione. Non molto tempo dopo abbandona anche gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla musica, soprattutto alla batteria. Nei successivi quattro anni, va in tour con la band, registra un paio di album dal vivo e uno da studio. Fumble, pubblicato nel 1993, contiene Gods Look Down, scritta e cantata dallo stesso Grohl.

Uno dei gruppi che piacciono a Grohl in quel periodo sono i Melvins, che riesce anche a conoscere personalmente grazie all’attività live della propria band. Nel 1990, Buzz Osborne, chitarrista e cantante dei Melvins, invita un paio di amici a vedere gli Scream dal vivo. I suoi amici si chiamano Kurt Cobain e Krist Novoselic.

Dave Grohl ed i Nirvana

Qualche mese dopo questo incontro, gli Scream si sciolgono. Grohl chiama Osborne per chiedergli aiuto. Osborne, sapendo che sia Cobain che Novoselic erano rimasti impressionati in maniera positiva dal modo di suonare di Grohl, gli dà il numero di telefono di Krist. Viene quindi invitato da Novoselic ad andare a un loro concerto a Seattle, che si tiene al Motor Sports Garage, il primo concerto che vedeva alla batteria Dan Peters dei Mudhoney. Successivamente fece il provino con i Nirvana, e presto ne entrò a fare parte a tempo pieno.

A quel tempo, il gruppo aveva già registrato vari demo per il seguito del loro album di debutto, Bleach, insieme al produttore Butch Vig in Wisconsin. Dave Grohl passò i primi mesi con i Nirvana girando per gli uffici delle major alla ricerca di un buon accordo, che finalmente fu trovato con la DGC Records. Nella primavera del 1991 i Nirvana entrarono in studio per registrare l’album Nevermind.

Dopo la pubblicazione, l’album superò ogni aspettativa in fatto di vendite, e divenne un enorme successo commerciale, che portò il gruppo alla fama mondiale. Allo stesso tempo, Grohl combatteva alla ricerca della sua posizione all’interno del gruppo. Nei suoi pensieri, i Nirvana erano coloro che registrarono Bleach, e il suo inserimento nel gruppo aveva drasticamente alterato il suono di quel lavoro, e non necessariamente in maniera positiva. Preso da questi dubbi, nel 1992 Grohl decise di registrare i suoi brani in maniera autonoma, pubblicandoli all’interno di un demo intitolato Pocketwatch, pubblicato sotto lo pseudonimo di Late!. Nei successivi anni, i contributi ai testi da parte di Grohl aumentarono.

Dave Grohl e la nascita dei Foo Fighters

Prima del tour europeo del 1994, i Nirvana programmarono una sessione di registrazione ai Robert Lang’s Studio a Seattle, per lavorare su alcuni brani per un ipotetico seguito di In Utero. Poiché per la maggior parte dei tre giorni programmati Cobain risultò assente, Grohl e Novoselic decisero di lavorare sui brani composti da Grohl; da quelle sessioni nacquero brani come Exhausted, Alone+Easy Target, Big Me, February Stars e Butterflies, inseriti successivamente nell’album di debutto dei Foo Fighters. Nell’ultimo giorno di sessione, Cobain si presentò e i Nirvana registrarono il brano You Know You’re Right, l’ultimo da loro composto prima della scomparsa di Cobain avvenuta nell’aprile 1994.

In seguito alla morte di Cobain, Grohl si ritirò per un certo periodo dalla scena musicale. Il colpo era stato potente: non sapeva più cosa fare della sua carriera musicale. Pensò di continuare a suonare come batterista in qualche altro gruppo e suonò quindi per qualche tempo con Tom Petty ed i suoi Heartbreakers, che lo vide protagonista di una memorabile esibizione al Saturday Night Live. Petty gli chiese di rimanere in pianta stabile nella band ma Grohl decise di intraprendere altri progetti. Programmò quindi una sessione di registrazione ai Robert Lang’s Studio di Seattle, registrando in breve tempo quindici pezzi con il nome di Foo Fighters. Ad eccezione della chitarra solista in X-Static, suonata da Greg Dulli degli Afghan Whigs, Grohl suonò tutti gli strumenti. Si mise così in cerca di un’etichetta discografica interessata al demo e chiese aiuto al responsabile dei Nirvana, Gary Gersh, che nel frattempo assunse la presidenza della Capitol Records. Grohl firmò così il contratto con la Capitol ed il suo demo fu quindi remixato da Rob Schnapf e Tom Rothrock, e nel 1995 venne perciò pubblicato Foo Fighters.

Alla fine i Foo Fighters prendono forma

Grohl non pensò di iniziare una carriera solista, e si diede da fare per cercare altri musicisti da inserire all’interno del nuovo gruppo. Accettarono l’invito il chitarrista Pat Smear, turnista dei Nirvana durante i tour, e due membri dei Sunny Day Real Estate, il bassista Nate Mendel e il batterista William Goldsmith. Nacquero così i Foo Fighters!

Una piccola curiosità che forse conoscono in pochi: il nome Foo Fighters deriva dal termine ‘foo fighter’ che, durante la Seconda guerra mondiale, veniva utilizzato per indicare avvistamenti aerei non identificati. Insomma, era l’antesignano del più moderno termine ‘ufo’.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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