In un mondo giusto, oggi David Bowie avrebbe spento settantanove candeline. Il cantautore britannico, nato a Londra l’8 gennaio 1947, nel quartiere popolare di Brixton, a sud del Tamigi, è morto il 10 gennaio 2016, ormai un decennio fa, gettando il mondo intero in un profondo sconforto. Questo, però, non vuol dire che la rockstar non sia ancora, in qualche modo, tra noi.

Il suo sconfinato lascito artistico, infatti, continua ad accompagnare le vite di molti di noi, e anche delle generazioni che lo hanno a malapena sfiorato, soprattutto grazie all’impiego della sua discografia in film e serie TV di ogni genere. Tra le centinaia di canzoni a disposizione, una delle più utilizzate e amate è, senz’altro, Heroes, successo del 1977.

“Heroes” nel cinema e nelle serie TV

I ragazzi che furono ricorderanno la massiccia presenza di Bowie -e dell’importanza di questo specifico brano- in Christiane F.- Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, il lungometraggio tratto dall’omonima autobiografia memorialistica di Vera Christiane Felscherinow. I (non più così) giovani l’hanno ascoltata nelle scene finali del coming-of-age The Perks of Being a Wallflower, con Emma Watson, Logan Lerman ed Ezra Miller. Negli ultimi dieci anni, però, grandi, piccini e intermedi hanno imparato ad apprezzarla o a riscoprirla grazie a uno dei fenomeni televisivi e mediatici più grandi di sempre: Stranger Things.

Il legame tra David Bowie e “Stranger Things”

Nella serie, il brano appare per ben tre volte e mai a caso. La serie prodotta dai Duffer Brothers può aver avuto dei difetti, ma una cosa è inattaccabile: l’impiego mirato e perfetto della musica. In ogni fotogramma, in ogni scena, le canzoni non fanno mai da sottofondo, ma diventano parte integrante della storia, estensione delle emozioni dei protagonisti e, in diversi momenti, fulcro della narrazione.

Nel terzo episodio della prima stagione, la celebre reinterpretazione di Peter Gabriel accompagna il presunto ritrovamento del corpo Will Byers. Nell’ultimo della terza, invece, viene utilizzata in riferimento all’apparente sacrificio di Jim Hopper. In entrambi i casi, dunque, la canzone si lega a due non-morti, a due personaggi dati per spacciati, ma poi miracolosamente tornati in scena. Questo dettaglio, apparentemente casuale, potrebbe in realtà nascondere un importante significato, soprattutto alla luce dell’episodio finale della quinta e ultima stagione.

Un possibile indizio dul destino di Eleven

Heroes, questa volta nella versione originale, fa la sua comparsa nei titoli di coda. Una chiusura del cerchio, un tributo al cast della serie, alle avventure dei protagonisti e, tutto sommato, anche agli spettatori, che hanno aspettato pazientemente la conclusione dello show. Molti fan, però, sono convinti che la scelta di ricorrere ancora una volta a questo brano, celi un indizio fondamentale riguardo al destino di Eleven, interpretata da Millie Bobby Brown.

Il destino della ragazza, nell’epilogo, è volutamente ambiguo, e lasciato all’interpretazione degli altri personaggi e del pubblico; l’utilizzo del successo del cantautore inglese, tuttavia, potrebbe lasciar intendere che, proprio come Will e Hopper, anche El, con un escamotage, si sia salvata. Non lo sappiamo, non lo sapremo mai, e i creatori di Stranger Things hanno lanciato la palla nella nostra metà campo: sta a noi decidere se riporre delle speranze o non farci illusioni circa la sorte della protagonista. Una certezza, invece, almeno riguardo a David Bowie, ce l’abbiamo: la sua voce, il suo genio e il suo messaggio non dovranno mai temere la morte, o l’oblio.

Federica Checchia