Achille Costacurta ha voluto condividere con il pubblico cogliendo l’occasione di una lunga intervista a One More Time. Una vera chiacchierata senza filtri, una confessione con cui il giovane si è messo a nudo ripercorrendo gli anni della sua adolescenza difficilissima, tra eccessi, abusi, tentativi di suicidio, TSO e una confusione che, ovviamente, ha straziato anche la sua famiglia e inciso profondamente nel rapporto con i genitori: papà Alessandro Billy Costacurta e mamma Martina Colombari. Una vicenda famigliare che, dopo molte battaglie e molta tempesta ora sembra finalmente arrivata a scorgere il sereno. Achille Costacurta ha raccontato infatti del suo periodo buio, come qualcosa che si è lasciato alle spalle, pur nella consapevolezza che tuttora niente è facile. Lo avevamo visto proprio la settimana scorsa, seduto in prima fila, all’Auditorium del Foro Italico, pronto ad applaudire la madre che, dopo aver danzato, è corsa ad abbracciarlo. Un abbraccio che ha commosso la ex miss Italia per prima, ma anche il pubblico che assisteva.
Dopo le confessioni di Achille, oggi per la prima volta, Martina Colombari fa cenno a quell’intervista verità e dice: “È stato un weekend intenso, perché è uscito anche, avete sentito questo podcast di mio figlio Achille”. E riflette: “Poi con calma magari ne parliamo, o meglio, non devo aggiungere altro, però magari mi piacerebbe confrontarmi con voi, ma prima però lo faccio con lui…” E aggiunge “perché non so mai come pormi di fronte a questa sua fragilità e quindi poi vediamo”, mentre lo dice però non c’è più ombra di angoscia, piuttosto un sorriso, una sorta di sollievo misto orgoglio, che forse indica la consapevolezza che, anche se la strada non è semplice, il cammino è iniziato e sta andando tutto, finalmente, per il meglio.
Cosa ha detto Achille Costacurta
“Ho iniziato a spacciare e mi hanno arrestato”, racconta Achille. A soli 15 anni e mezzo venne così portato in un centro penale minorile per iniziare un percorso di terapia. E lì, una sera, decise di farla finita, riuscì a entrare nell’infermeria e bevve sette boccettine di metadone: “Volevo suicidarmi. Nessun medico sa darmi un motivo per cui io sia ancora vivo, perché l’equivalente di sette boccettine di metadone corrispondono a 35/42 grammi di eroina e la gente con un grammo muore”, spiega ancora.
La diagnosi di Adhd è arrivata un anno fa: “Lo scopro a maggio dell’anno scorso. Perché andando in questa clinica in Svizzera, dopo aver esagerato con le sostanze in Colombia, loro hanno già capito tutto senza farmi fare test: ‘Tu ti volevi auto-curare con la dr*ga’”.
Anche i suoi genitori hanno affrontato un percorso insieme a lui: “Da quando hanno fatto anche loro un corso genitoriale per la Adhd, il nostro rapporto è cambiato da così a così. Prima, in casa, quando litigavamo, io andavo fuori, spaccavo le porte. Da lì non è mai più successo, perché loro sanno come dirmi un no”.





