Di Drake si possono dire molte cose, ma non che non possieda un’invidiabile quantità di pazienza e determinazione. Con un nuovo colpo di teatro, il rapper canadese ha presentato ricorso per riaprire la questione relativa a Not Like Us, il singolo della sua nemesi Kendrick Lamar palesemente indirizzato a lui. Ci aveva già provato nel gennaio 2025, agendo contro la Universal Music Group, da lui accusata di aver promosso il brano “con l’intento di trasmettere l’accusa falsa e inequivocabile che Drake sia un criminale pedofilo”. Tre mesi fa, tuttavia, un tribunale federale aveva respinto la sua causa per diffamazione contro l’etichetta.

In un documento di sessanta pagine che ha depositato alla Corte d’Appello di Manhattan, Drake sostiene che il pezzo affermi “in modo inequivocabile e come fatto oggettivo che lui sarebbe un pedofilo certificato”. Secondo il musicista, la Universal avrebbe favorito la diffusione delle menzogne sul suo conto “promuovendo in modo incessante” la canzone di Lamar, “ingannando i consumatori e causandogli un grave danno d’immagine”.

Per Drake, la sentenza a favore di Kendrick Lamar rappresenta “un pericoloso precedente”

Il ricorso contesta la sentenza di primo grado che, a suo avviso, creerebbe “un pericoloso precedente” rendendo automaticamente non perseguibili in tribunale i dissing, anche se violenti e diffamatori. Per il rapper, “i riferimenti ripetuti alla pedofilia, combinati con la copertina e il video virale del brano, trasmettono una falsa dichiarazione di fatto”. Per questo motivo, chiede che la questione venga valutata da una giuria che, in questo modo, ribalti l’archiviazione voluta dalla giudice Jeannette A. Vargas, che aveva etichettato i versi di Kendrick Lamar come “opinioni, e non fatti verificabili”, e da considerare nel contesto “di una battaglia rap con linguaggio provocatorio e accuse reciproche”.

Già nella prima fase della battaglia legale, la Universal aveva preso le difese di Lamar, attaccando Drake. Nella sua nota ufficiale, si leggeva: “Il querelante, uno degli artisti di maggior successo di tutti i tempi, ha perso una battaglia rap che lui stesso ha provocato e alla quale ha partecipato volontariamente. Invece di accettare la sconfitta, ha citato in giudizio la sua stessa etichetta in un tentativo maldestro di lenire le proprie ferite.” Ora, il colosso discografico dovrà nuovamente difendersi, presentando una controreplica entro il 27 marzo 2026.

Federica Checchia