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Ecobonus fino al 2023 e proroga dei bonus al 110%, cashback dall’8 dicembre

Torna in campo la proroga dei bonus al 110% e spunta una richiesta di patrimoniale. Ci sono anche proposte per prolungare l’ecobonus sull’acquisto delle auto.

Nel passaggio in Parlamento, i partiti di maggioranza mirano ad aggiungere tasselli significativi alla Manovra. Poi c’è l’altro provvedimento, il Dl Ristori Quater, che sarà varato dal governo nelle prossime ore. Una prima bozza prevede una serie di rinvii delle tasse e uno stop alle ganasce del fisco per chi sia in difficoltà economiche. Le modifiche effettive alla Manovra saranno il frutto degli emendamenti che verranno approvati nelle prossime settimane in commissione Bilancio della Camera. La richiesta di una proroga al dicembre 2023 dei superbonus, cioè delle detrazioni fiscali al 110% per interventi di miglioramento energetico e sismico degli immobili, è firmata da una settantina di deputati di tutte le forze di maggioranza: M5s, Pd, Iv e Leu. Malgrado questo, il suo passaggio in Parlamento non sarà indolore.

“La misura è appena partita – ha spiegato la presidente della commissione Attività produttive della Camera, Marina Nardi (Pd) – ma rischia di subire altri stop a causa del covid. Per questo la proroga è necessaria. C’è una situazione che rende difficile la partenza reale dell’intervento, che può far ripartire l’economia e guidare l’Italia verso la transizione green”. L’emendamento è firmato da una settantina di parlamentari di Pd, M5s, Iv e Leu.

Intanto è stato pubblicato il decreto sul cashbask che partirà l’8 dicembre

Il Pd ha presentato un emendamento alla Manovra in tema di automotive. L’obiettivo è prorogare gli incentivi già in vigore sia per l’acquisto di auto elettriche e ibride sia per quello di auto a benzina e gasolio di ultima generazione. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza. La richiesta di modifica è accompagnata da incentivi alla rottamazione dei vecchi modelli. 

Cancellare l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli per sostituirle con un’imposta progressiva “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro, derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero”. E’ quanto chiede un emendamento alla manovra firmato da un gruppo di deputati Leu e Pd. La proposta, anticipata su ‘Il Fatto Quotidiano’, è presentata da una decina di deputati: primo firmatario Nicola Fratoianni (Leu) seguito da Matteo Orfini (Pd). Sono previste imposte progressive, che partono dallo 0,2% “per una base imponibile di valore compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro” per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021 è prevista un’aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro.

Fonte Ansa

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