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Elena Lucrezia Corner, prima donna laureata precorritrice del femminismo

Era il 1678 quando Elena Lucrezia Corner, figlia del nobiluomo Giovan Battista Corner della Repubblica di Venezia, divenne la prima donna della storia a laurearsi. La sua fu un’autentica impresa, in quanto conseguita in un periodo storico in cui la chiesa si opponeva duramente ai diritti delle donne. Questo avvenimento, all’epoca rivoluzionario, fu una delle prime avvisaglie storiche di quella che sarebbe centinaia di anni dopo diventata l’uguaglianza di genere

Un’impresa unica, che ha fatto entrare Elena Lucrezia Corner nella storia

Elena Lucrezia Corner, con il cognome spesso italianizzato in Cornero, si laureò in filosofia ma non poté mai insegnare per via del suo sesso. Quinta di sette figli di un ricco nobile veneziano e di una donna di umili origini, ebbe nel padre un grande stimolo per la sua impresa.

Fu lampante già in tenera età la grande predisposizione agli studi di Elena, che con umiltà conseguì innumerevoli successi scolastici per la gioia del padre Giovan Battista. Egli non smise mai di spingerla al conseguimento della laurea, arrivando a battersi con il vescovo di Padova, Gregorio Barbarigo.

Elena ebbe un carattere molto schivo e riservato, al punto da farsi nel 1665 oblata benedettina. In breve tempo la sua fama iniziò a spargersi in tutta Italia e divenne una studiosa rispettata. Venne accolta nell’Accademia dei Ricovrati di Padova prima, e in quella degli Infecondi di Roma poi. Considerando l’ostracismo e il periodo storico questo fu un avvenimento unico.

Durante il periodo degli studi visse sempre a Venezia, trasferendosi a Padova una volta conseguita la laurea. Nonostante la giovane età, gli studi eccessivi ed una salute cagionevole minarono la sua tempra fisica. Ad aggravare il suo stato fisico la scelta di una vita ascetica. Morì per questo di gangrena il 26 Luglio 1684, a soli trentotto anni.

Tuttavia la sua impresa è entrata nella storia. Le sono state dedicate infatti numerose vie e scuole in tutto lo stivale, a riprova del suo grande e immortale impegno nello studio

Andrea Pastore

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