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Elon Musk, Twitter e la politica del free speech

Dopo l‘acquisizione di Twitter Elon Musk sta per operare una grande rivoluzione nel colosso dei social con il cinguettio. Un cambiamento non solo destinato a far discutere per il lincenziamento dell’amministratore delegato di Twitter Parag Agrawal e per il prossimo taglio dei dipendenti chiesto ai dirigenti entro domani. Su Musk infatti sono piovute molte critiche per la sua politica del free speech che permetterebbe a chiunque su Twitter di esprimere liberamente le proprie idee anche se pericolose. Potrebbero perciò tornare su Twitter esclusi eccellenti come Donald Trump

Elon Musk, i tagli a Twitter e la politica del free speech

Elon Musk, fonte laziochannel.it

L‘arrivo di Elon Musk a Twitter era già stato resto turbolento da alcuni licenziamenti eccellenti come quello dell‘amministratore delegato Parag Agrawal. La tensione nel social del cinguettio è però destinata a rimanere alta perchè lo stesso Musk, secono alcune indiscrezioni, ha chiesto ai dirigenti del social del cinguettio di fornirgli una lista di dipendenti da licenziare entro il primo novembre, per risparimare così sulla concessione di premi in titoli, con un taglio del 30% in diversi reparti. A questo si aggiunge il fatto che, secondo alcune voci, diversi ingegneri di Tesla si siano incontrati con quelli di Twitter per riduscutere codici e prodotti dell’azienda

Fa ancora più discutere inoltre la politica libertaria che Musk vorrebbe adottare sul suo social. Il nuovo proprietario infatti vorrebbe lasciare libertà di parola su Twitter con l’eliminazione di tutte le restrizioni e il ritorno di alcuni esclusi eccellenti dal social del cinguettio. Si pensa infatti al possibile ritorno su Twitter di Donald Trump il cui account era stato chiuso dopo i fatti di Capitol Hill per evitare altre istigazioni alla violenza. Il probabile candidato alle prossime elezioni presidenziali potrebbe così servirsi nuovamente di Twitter dove il suo era uno degli account più seguiti.

Le critiche alla politica di Musk

L’idea del free speech su Twitter di Elon Musk ha gia scatenato diverse critiche. Basti pensare al campione di basket Lebron James che ha detto: “Non conosco Elon Musk e non mi interessa che controlla Twitter. Mi auguro comunque prenda seriamente sul serio questo trend”. James si riferiva al massiccio utilizzo su Twitter della parola nigger, un dispregiativo per gli afroamericani, che rappresenta solo una piccola parte del’ondata d’odio e de discorsi razzisti verificatasi, secondo il Washington Post, su questa piattaforma dopo l’arrivo della nuova proprietà. Musk però ha proseguito dritto sulla sua strada come dimostra il recente licenziamento di Vijaya Gadde, avvocato ed ex massimo dirigente legale e politico di Twitter, a capo del team che decise di bannare da Trump da Twitter.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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