I Fab Four, o quel che ne rimane, hanno annunciato un’experience che farà la gioia dei loro fan. Si chiama The Beatles at 3 Savile Row e aprirà nel 2027 nella sede originaria della Apple Corps, dove i quattro musicisti registrarono Let It Be e, soprattutto, tennero il loro leggendario concerto, sul tetto dell’edificio, nel 1969. Il tour, a pagamento, consentirà ai visitatori di esplorare i sette piani del palazzo, ammirando materiali inediti dagli archivi dell’azienda, mostre temporanee, lo studio di registrazione (ricostruito nel seminterrato) e, naturalmente, la celeberrima terrazza.
The Beatles at 3 Savile Row, il commento di Paul e Ringo
Il CEO della Apple Corps, Tom Greene, ha definito l’iniziativa come un ritorno alla “casa spirituale” della società: «Ogni giorno i fan si fermano a fotografare il 3 di Savile Row. Dal prossimo anno potranno finalmente entrare ed esplorare tutti i sette piani dell’edificio, incluso il tetto, dove persino le ringhiere sono rimaste quelle del 1969».
Anche Paul McCartney e Ringo Starr sembrano aver apprezzato molto il progetto, e sono tornati a visitare l’edificio di Mayfair che racchiude in sé una parte importantissima della storia della band. «Wow, è come tornare a casa», ha commentato il batterista. «È stato un trip tornare di recente a Savile Row e dare un’occhiata in giro», gli ha fatto eco Sir Paul. «Quelle mura custodiscono tantissimi ricordi speciali, per non parlare del tetto. Il team ha messo a punto dei progetti straordinari e non vedo l’ora che la gente possa vederli quando saranno pronti».
“Home To Us”, il primo singolo con la firma Paul McCartney-Ringo Starr
Nonostante lo scioglimento del gruppo nel 1970 e la morte di John Lennon e George Harrison, lo spirito dei Beatles non si è mai del tutto spento. Qualche giorno fa, infatti, è uscito il primo singolo ufficiale che porta la firma Paul McCartney-Ringo Starr, Home To Us. Il brano è il secondo estratto da The Boys Of Dungeon Lane, il nuovo album di Macca, la cui pubblicazione è prevista per il 29 maggio.
La canzone si è sviluppata intorno a un assolo di batteria registrato da Starr su richiesta dello stesso McCartney e del produttore Andrew Watt. Nei piani originali, Ringo avrebbe dovuto limitarsi a cantare uno o due versi; in seguito, però, il pezzo si è trasformato in un vero e proprio duetto. Parlando del singolo, McCartney ha raccontato: «Nello scrivere la canzone parlo delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo veniva dal Dingle, un quartiere non troppo facile. Mi ha raccontato che, tornando a casa dal lavoro, spesso veniva derubato. Era una vita folle, ma quella per noi era casa».
Federica Checchia





