Per celebrare la festa della donna abbiamo scelto quattro personaggi femminili delle serie tv.

Sono personaggi diversi tra di loro: con le loro peculiarità e differenze riescono a diventare dei punti di riferimento a cui aspirare. A loro modo, ciascuna grazie al proprio intelletto e alle proprie doti, sanno rompere gli schemi patriarcali che le vogliono incasellare e tipizzare. Ognuna di loro rappresenta modelli di girl power e femminilità diversi, ma allo stesso complementari. Ci offrono una visione a trecentosessanta gradi e non stereotipata su cosa significhi essere donna. 

Festa della Donna: Sansa Stark – Game of Thrones

Iniziamo con Sansa Stark, il personaggio femminile di Game of Thrones che compie la trasformazione più grande all’interno della serie. Da ragazzina un po’ viziata e sognatrice, passa all’essere una donna matura, fino a diventare la Regina del Nord. La crescita di Sansa è dovuta alla perdita della sua innocenza. In un mondo maschile e patriarcale scoprirà che dovrà cavarsela unicamente con la propria forza e la propria intelligenza.

A seguito della perdita del padre, inizierà quindi ad usare la sua condizione di Lady a suo vantaggio per poter sopravvivere in una corte che le è ostile. In particolare, i suoi punti di forza saranno la sua intelligenza e la sua saggezza, contrapposti alla forza bruta e all’impulsività che caratterizzano alcuni personaggi maschili. Sansa impara da Cersei, da Tyrion, da Petyr Baelish, assorbe i loro insegnamenti senza diventare spietata come loro e come i suoi aguzzini. Si può dire che in lei convivono la bontà e la moralità degli Stark e l’arguzia di coloro che ha incontrato nel suo percorso.  Il finale, quindi,  non sorprende. Sansa diverrà regina senza avere al suo fianco un uomo, unicamente grazie alle sue doti e alla sua astuzia.

June Osborne – The Handmaid’s tale

June, la protagonista di The Handmaid’s tale, è un esempio di resistenza e forza. Nella serie femminista June assume a tutti gli effetti i tratti di un’eroina e di una salvatrice.

June diventa un modello di riferimento per le altre ancelle e un simbolo della lotta in una società patriarcale che incasella le donne sulla base delle loro funzioni biologiche e della loro moralità. Non scende mai a compromessi, fa di tutto per mettere in salvo le sue figlie, scegliendo di rimanere a Gilead e non mettendosi in salvo. È una donna che è stata privata di tutto, la cui vita è stata spezzata per una decisione non sua, ma che ha scelto di reagire. La sua figura, specialmente nelle ultime stagioni, appare un po’ stereotipata e utopica, ma, nel complesso, il suo è un modello di resistenza, caparbietà e lotta al sistema. 

Fleabag – Fleabag

Fleabag (letteralmente “sacco di pulci”) è la protagonista dell’omonima serie creata, scritta ed interpretata da Phoebe Waller-Bridge. La donna rappresenta l’antieroina per eccellenza: la stessa Waller-Brigde ha definito il suo personaggio “una donna sporca, perversa, arrabbiata e incasinata”. Già nel pilot, infatti, Fleabag e la sorella Claire si identificano come “cattive femministe”.

Non siamo di fronte ad un’eroina forte e determinata come nel caso di alcuni dei prodotti che sono stati scritti negli ultimi anni con un particolare occhio nei confronti del girl power. Il rischio è, infatti, che questi prodotti facciano credere che basti rovesciare il paradigma donna-oggetto per uscire dalla logica patriarcale e per raccontare storie differenti da punti di vista diversi. Alcuni di questi personaggi, però, non fanno altro che reiterare lo stesso punto di vista, cambiando semplicemente alcune caratteristiche e inserendosi in schemi ancora perfettamente patriarcali. In Fleabag, invece, lo spettatore è messo di fronte ad un personaggio frammentato, sfaccettato, verosimile. Un personaggio a tutto tondo che non ha paura di mostrare i propri difetti, le proprie fragilità, ma anche i lati del carattere più brutti, che tendiamo a celare.

Lexi Howard – Euphoria

Ultima di questa carrellata di personaggi in occasione della festa della donna è Lexi, rivelazione della seconda stagione di Euphoria. Lexi, infatti, nella prima stagione è costantemente in ombra, non emerge mai in confronto agli altri personaggi femminili. Il suo stare nelle retrovie, però, non va scambiato per passività o indifferenza: è intelligente, arguta e ironica.

Lexi rende il suo essere spettatrice la sua forza e la sua arma. Infatti, negli ultimi due episodi della seconda stagione, tramite lo spettacolo teatrale che scrive, riesce a smascherare il bullo violento e maschilista Nate. Lexi mette in evidenza come ci sia un vero e proprio culto della sua persona e della sua personalità basato sul machismo e l’affermazione del più forte. Ed è proprio grazie alla sua intelligenza e al suo essere un’osservatrice scrupolosa che riesce a percepire le dinamiche della scuola e a sviscerarle. Lexi, però, non ricalca il classico cliché della “brava ragazza”. Non si pone mai con un occhio giudicante o invidioso nei confronti delle sue amiche più popolari. Anzi, come si vedrà nella scena con Maddy, le ammira, cerca la loro complicità e la loro alleanza. 

Carola Crippa

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