I film che non vediamo l’ora di vedere ai festival

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Di Redazione Metropolitan

Come quando negli anni 50′ i metalmeccanici cercavano lavoratori. Si ammassavano, allora, tutti, declamando i propri pregi lavorativi con forza, sperando in una giornata di fatica. Così a chi andava male e a chi bene, a chi aveva già un nome, a chi si immergeva dal nuovo. Questo è il meccanismo con cui i film entrano a far parte della rosa dei maggiori festival cinematografici del mondo da Cannes a Venezia, niente di più e niente di meno.

Una cafarnao di titoli che non coinvolge Netflix.

Netflix, quest’anno, dopo le dure lotte di affermazione, di lotta per ottenere lo stendardo di cinema vero, si defila. La piattaforma streaming ha deciso di non far debuttare i suoi titoli presso nessun festival cinematografico, forse indignati, forse offesi. Tra i titoli che gelosamente terrà per sè, anche opere di grandi autori come “Mank” di David Fincher o “I’m Thinking of Ending Things” di Charlie Kaufman o ancora “Hillbilly Elegy” di Ron Howard. Questa illustra comitiva sarà disponibile entro la fine del 2020.

Il palais del festival di Venezia foto dal web. film festival
Il palais del festival di Venezia foto dal web.

Tanti anche i film sospesi in attesa di una diminuizione consistente dei contagi. Tra i tanti le opere di Leos Carax, Paul Verhoeven e Xavier Giannoli.

Cannes, nonostante la mancata edizione, annuncerà attraverso il presidente Thierry Freamaux la selezione ufficiale dei film che avrebbero dovuto concorrere, per sostenere, almeno, con il prestigioso marchio palmato le pellicole scelte attraverso il percorso in sala. Tra i titoliThe French Dispatch” di Wes Anderson, “Memoria” di Apichatpong Weerasethakul,“Ete 85” di Francois Ozon, “Another round” di Tomas Vinterberg e “On the rocks” di Sofia Coppola.

Il palais del festival di Cannes foto dal web. film festival
Il palais del festival di Cannes foto dal web.

La Mostra del cinema di Venezia è ancora priva di novità da listino. E’ certo, però, non solola sua realizzazione effettiva, certamente ridimensionata, ma anche il rifiuto di presentare in concorso film già selezionati dal festival di Cannes. Questo è finora il quadro delineatosi, che di certo si amplierà.

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