La terza chiamata europea dovrà essere quella buona per la Fiorentina che, in questo momento burrascoso, deve aggrapparsi forte al suo mister e ritrovare il giusto sentiero tracciato lo scorso anno. Gli animi non sono di certo calmi in questi giorni a Firenze, ma il tecnico Vincenzo Italiano ha tutte le carte in tavola per ribaltare la situazione. L’ultima vittoria in campionato (2-0 all’Hellas Verona) ha regalato più tranquillità, ma i toscani dovranno conquistare la prima affermazione anche in sede di Conference League.
Un amaro “bentornati”

Il debutto in Conference League contro la società lettone Rfs Riga ha lasciato amarezza e rimpianto per le tante occasioni sprecate. Al fischio d’inizio la partita aveva preso la giusta piega per la squadra viola con il calciatore ceco Antonìn Baràk che fa tremare i tifosi avversari colpendo il palo. La Fiorentina attacca e crea ma non finalizza; nel giro di pochi minuti si divorano due ghiotte occasioni Ikone e Kouame ma la palla gol più clamorosa capita nei piedi del giovane Ranieri che calcia alto a porta aperta.
Nella ripresa Italiano prova a dare una scossa e cambia Sottil per Kouame e alla vivacità portata dal 33 viola segue anche il gol, al 56′, di Baràk che gira in porta un cross al bacio di Biraghi. Il pallone però è rotondo, come recita un vecchio detto, e lo stesso autore del gol porta nel giro di 15 minuti la tifoseria dalle stelle alle stalle perdendo al 74′ un brutto pallone recuperato da Friesenbicher che taglia centrale e mette Ilic a tu per tu con Gollini e, stavolta, l’attaccante serbo fa centro portando il risultato sull’ 1 a 1.
La debacle di Istanbul
La prima trasferta europea ha coinciso con la prima sconfitta. Il 15 settembre, allo stadio Basaksehir Fatih Terim, la Fiorentina cade contro l’Istanbul Basaksehir dopo una pessima prestazione che ha portato al 3 a 0 finale condito dai fischi dei tifosi fiorentini giunti in Turchia per sostenere la squadra. Sono venti i minuti in cui la Viola riesce a tenere il campo per poi sparire completamente lasciando spazio alla doppietta di Gurler e al il gol finale di Traorè.
Italiano, al termine del match, ha ammesso che non è un problema fisico ma esclusivamente di testa e che l’anima di un tempo che aveva contraddistinto la sua squadra adesso non c’è più. C’è da lavorare tanto per ritrovare la giusta alchimia e il gioco di squadra e la presenza di alcuni singoli che fino ad oggi sono apparsi indecifrabili.
La scalata per i Sedicesimi
La strada per passare il girone è in salita, ma non di certo impossibile da percorrere. La Fiorentina deve tornare a sfoderare quell’incantevole gioco con cui lo scorso anno aveva meravigliato gli occhi di tutti gli amanti del calcio per vincere contro gli scozzesi dell’Hearts e volare nel girone di ritorno che terminerà il 3 novembre in Lettonia.
La sosta delle Nazionali sarà utile a Vincenzo Italiano per ritrovare il suo gioco e capire cosa c’è da buttare e cosa salvare di questo piccolo frangente di stagione. Oggi la squadra riprenderà gli allenamenti dopo tre giorni di riposo e assieme ai nazionali non ci saranno nemmeno Jovic e Amrabat, fermati da infortuni muscolari. Torna, invece, abile e arruolabile Gollini ed anche Milenkovic, ormai al termine della propria riabilitazione. Schiarirsi le idee e lavorare, questo deve fare mister Italiano per continuare il sogno Europeo che vale più dell’oro per stracittadina toscana.
Andrea Massella
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