Oggi, 23 marzo 2025, Franco Battiato, all’anagrafe Francesco, avrebbe compiuto ottant’anni. Il cantautore, compositore e regista siciliano, scomparso nel maggio 2021, ha lasciato in eredità un patrimonio musicale ineguagliabile, fatto di canzoni, e opere di svariato genere, tutte accomunate dalla sua geniale sensibilità artistica. La voce del padrone, il suo undicesimo album in studio, uscito nel 1981, è stato il suo maggiore successo commerciale; al suo interno, tra le varie tracce, anche Bandiera Bianca, pubblicata in Italia il 17 settembre ’81. Il brano è una critica degli aspetti considerati dal cantautore i più immorali della società contemporanea, come la politica e l’eccessiva dipendenza dai soldi.

Franco Battiato: il significato del brano Bandiera Bianca

Franco Battiato
La cover di Bandiera Bianca, brano di Franco Battiato

Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare.

Il pezzo comincia con un chiaro omaggio alla canzone di Bob Dylan Mr. Tambourine Man e uno meno evidente, ma altrettanto riconoscibile, a un altro successo del menestrello di Duluth, The Times They Are A-Changin’. Gli anni Sessanta e la loro “voglia di scherzare” sono terminati; il nuovo decennio è caratterizzato da uno spirito del tutto diverso.

Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.

Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali.
E avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.

Dopo una citazione al famoso brano di Alan Sorrenti, Battiato si scaglia contro l’ossessione della società per il dio danaro e per le tribune politiche televisive, molto in voga in quegli anni.

C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero.

Uh! com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.

Con grande ironia, il cantautore si autodenucia per l’utilizzo ad hoc degli occhiali da sole, indossati anche di notte. Poi, se la prende bonariamente con il patetismo facile delle canzoni sanremesi, alludendo a Son tutte belle le mamme del mondo di Giorgio Consolini.

Quante squallide figure che attraversano il paese,
com’è misera la vita negli abusi di potere.

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca

Il Maestro è critico verso la società contemporanea e i suoi abusi di potere, che si estendono a ogni campo della quotidianità. Per questo motivo, “si arrende” alla decadenza spirituale dell’epoca sventolando una simbolica bandiera bianca. L’immagine è presa in prestito da una poesia di Arnaldo Fusinato, Ultime ore a Venezia, che parla proprio della resa della città alle forze austriache.

Il Maestro e i tempi moderni, tra musica e proteste

A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata,
a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie.

Uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore.

In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore.

Battiato prende in giro la riscoperta della musica classica, specialmente quella di Vivaldi e Beethoven, ma anche quella moderna, rumorosa quanto le proteste che hanno caratterizzato il decennio. Fa poi riferimento ai registi italiani del cinema horror, da Dario Argento a Lucio Fulci, fautori di un’arte da lui poco apprezzata.

Ho sentito degli spari in una via del centro,
quante stupide galline che si azzuffano per niente
.

minima immoralia
minima immoralia

e sommersi soprattutto da immondizie musicali.

La critica verso le proteste di piazza si fa più dura (e, all’epoca, questo verso fece molto discutere). Poi, Battiato tira in ballo il Minima Moralia di Theodore Adorno, filosofo tedesco dedito all’analisi della condizione umana, assoggettata al capitalismo e al nazismo. Torna, infine, sulla questione musicale, catalogando come “immondizie” gran parte delle nuove produzioni.

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca

minima immoralia…
The end
my only friend this is the end
sul ponte sventola bandiera bianca…

Il brano volge al termine e sfuma tra i cori; non prima, però, di un ultimissimo tributo. Il cantautore omaggia Jim Morrison, i Doors e la loro The End, baleno finale di sconfitta e resa ai tempi moderni, in cui il Maestro non si riconosce. E non aveva ancora visto niente.

Federica Checchia

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