Musica

Freddie Mercury la vita artistica oltre i Queen

Il 24 Novembre del 1991 ci lasciava Freddie Mercury, istrionico cantante dei Queen. Nato Farrokh Bulsara a Stone Town, il 5 settembre del 1946, è unanimemente riconosciuto per il suo talento vocale e per l’esuberante personalità sul palco. Uno dei migliori frontman di sempre. Oggi lo ricordiamo attraverso la sua carriera solista.

Freddie Mercury e l’inizio della carriera solista

Copyright Carl Pern

La prima apparizione solista di Mercury si ha nel 1973 con il singolo I Can Hear Music sul lato A e sul lato B Going Back. Il 45 giri venne pubblicato con lo pseudonimo Larry Lurex. Il produttore Robin Geoffrey Cable fu ispirato dalla tecnica di produzione del Wall Of Sounds di Phil Spector. Cable voleva registrare due canzoni ai Trident usando questa tecnica e reclutò Mercury. Il cantante acconsentì, a condizione che i compagni di band Brian May e Roger Taylor fornissero rispettivamente chitarra e percussioni.

Nel 1984 esce il primo singolo accreditato a Freddie Mercury, Love Kills. Il nostro connazionale Giorgio Moroder acquistò i diritti del film muto di fantascienza Metropolis di Fritz Lang, del 1927. L’intento originale di Moroder era quello di ripubblicare il film con una colonna sonora contemporanea composta, ed eseguita, da artisti pop di primo piano. Freddie Mercury è stato uno degli artisti contattati da Moroder per questo progetto. La collaborazione tra i due non fu semplice ed in seguito Moroder dichiarerà che l’artista con cui ha avuto più difficoltà a lavorare fu proprio Mercury.

Freddie Mercury: Mr Bad Guy, il primo album della carriera solista

Mr. Bad Guy è il primo album solista di Freddie Mercury, pubblicato nel 1985. Questa produzione viene sviluppata negli USA e soprattutto a Monaco di Baviera e vede una serie di brani che spaziano fra vari generi musicali. L’album contiene alcune tracce originariamente composte per far parte del repertorio Queen, scritte da Mercury, ma che in seguito furono scartate dalla band. Brani come Made in Heaven, I Was Born to Love You, Man Made Paradise e There Must Be More to Life Than This dovevano apparire nell’album del 1984 dei Queen The Works. Mercury, assecondato dal produttore tedesco Mack, sceglie un approccio stilistico pop-dance che raramente ha trovato spazio nella discografia dei Queen, fatta eccezione per l’album Hot Space.

È comune il pensiero che certi brani, sviluppati all’epoca dall’intero gruppo, avrebbero avuto maggiori probabilità di divenire hit di successo, se ultimati assieme al resto della band. In origine, il disco doveva chiamarsi Made in Heaven.

Freddie Mercury: Time ed altre storie

Nel 1986 Freddie Mercury venne avvicinato dall’amico Dave Clark e lo coinvolse nella partecipazione della colonna sonora del suo musical: Time. Freddie ebbe l’onore e l’onore di cantare il brano omonimo e la bellissima In My Defence. L’interpretazione di Freddie Mercury su questo brano è talmente potente che molti, erroneamente, pensano che sia stata scritta da lui e che sia autobiografica.

Successivamente Freddie si dedicò al suo nuovo lavoro solista. Pubblicò come singolo il classico dei Platters The Great Pretender. Il brano venne registrato da Mercury con l’aiuto di Roger Taylor. Nel 1992 The Great Pretender fu remixato da Brian Malouf e incluso nella raccolta The Freddie Mercury Album, pubblicata per celebrare il 1º anniversario della sua morte. Il brano fa parte anche della raccolta Greatest Hits III dei Queen.

Barcelona, l’album che ha cambiato la storia

L’album Barcelona venne registrato in un lasso di tempo piuttosto lungo, infatti Freddie entrò in studio nei primi mesi del 1987 ed incise alcuni demo. A marzo venne raggiunto da Montserrat Caballé per alcune jam session in cui iniziarono a dar vita ad alcuni brani. Uno di questi fu Barcelona, che dopo un paio di mesi venne terminato e presentato nella serata del 29 maggio al Ku Club di Ibiza.

Il duo comunque ebbe poco tempo per conciliare i rispettivi impegni: Montserrat Caballé era spesso in tour, mentre a partire dal gennaio 1988 Freddie entrò nuovamente in studio con i Queen. Questo fu un periodo anche piuttosto complicato per Freddie Mercury che, proprio nello stesso periodo delle registrazioni, nella tarda primavera del 1987 venne dichiarato sieropositivo all’HIV. Continuò le registrazioni con la consapevolezza di avere ancora pochi anni di vita davanti. Decise quindi di buttarsi a capofitto nella musica e passò il maggior numero di ore possibili negli studi di registrazione. Come dichiarerà Montserrat Caballé nel documentario The Untold Story, per diverso tempo fu tenuta all’oscuro della situazione di salute del cantante. Fu solo qualche anno dopo che apprese da Mercury la notizia, quando ormai il suo virus si era tramutato in AIDS conclamato.

L’album venne rimasterizzato e ripubblicato diverse volte sempre con una nuova copertina. In particolare: nel 1992 in occasione del successo ottenuto dalla seconda pubblicazione dell’omonimo singolo, venne ripubblicato in quanto 5 anni prima era stato scelto come inno ufficiale per i Giochi della XXV Olimpiade.

La carriera solista di Freddie Mercury dopo la sua morte

Mr Bad Guy è stato successivamente ristampato in Special Edition contenente tutti i brani dell’album originale e 6 tracce aggiuntive, estratte dai vari singoli pubblicati all’epoca della promozione del disco. Nel 2000 l’album è stato incluso nel Box Set The Solo Collection. Nel 1993 viene pubblicata una versione riaggiornata della canzone Living On My Own. Il successo è enorme tanto da creare un EP con ben 7 remix diversi della traccia e ben 2 raccolte: The Freddie Mercury Album (1992) e Remixes (1993), nelle quali, oltre alla hit, appaiono anche altri successi di Freddie Mercury da solista. Barcelona, invece, venne ristampato nel 2012 in un’edizione speciale completamente riarrangiata: non sono più i sintetizzatori a coprire la parte orchestrale, ma un’orchestra. Nel 2019, in occasione della pubblicazione della raccolta Never Boring, Mr Bad Guy, venne rimasterizzato e remixato.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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