Musica

Queen: primo live con “sorriso”

I Queen sono considerati da tutti una macchina da guerra per quanto riguarda le esibizioni dal vivo. La potente voce di Freddie Mercury, la graffiante chitarra di Brian May ed il perfetto ritmo scandito da Roger Taylor e John Deacon, hanno regalato a tantissime persone delle emozioni indescrivibili. Oggi sono esattamente 52 anni dal primo concerto della band inglese, montiamo sulla nostra macchina del tempo…

Chi suona stasera? I Queen o gli Smile

Credit by Roger Taylor/Ken Testi

Siamo nella cittadina di Truro, in Cornovaglia, il 27 Giugno del 1970. Fuori dal PJ’s Club un grosso cartello annuncia che questa sera si esibirà una band di Londra: gli Smile. Mentre fuori si accalca la folla, all’interno del locale, la band sta facendo il soundcheck. Sono quattro giovani: un chitarrista smilzo, alto e riccioluto di nome Brian May, un ragazzo del luogo alla batteria di nome Roger Taylor, un timido ragazzo di chiara origine straniera alla voce con un nome improponibile Farrokh Bulsara, per tutti “Frederick” ed un bassista da poco unitosi alla band di nome Mike Grose. La mamma di Roger, per pubblicizzare l’evento, aveva messo due annunci sul quotidiano The West Briton con il nome di Smile, tuttavia la band aveva già cambiato nome in Queen, nati, appunto, dalla fine degli Smile. Questo piccolo live è la prima vera performance della band capitana da Freddie Mercury.

I ricordi dei protagonisti – Roger Taylor

Roger Taylor, a margine di un’intervista per la testata express.co.uk, ripensando al primo concerto dei Queen, ha detto: “Non ricordo molto il concerto, ma ricordo di aver suonato quel primo spettacolo con Freddie. Si tenne a Truro, in Cornovaglia. Si svolse in favore della Croce Rossa e penso che fosse organizzato da mia madre. È passato tanto tempo.” Aggiungendo che quell’esibizione fu “un vero shock. Freddie non era così bravo allora… lo è diventato nel tempo. Aveva una voce straordinaria e poi è migliorato sempre di più. Comunque ricordo che siamo stati pagati £ 50, tanti soldi allora. Ma non sono sicuro che siano venute molte persone ad ascoltarci.

I ricordi dei protagonisti – Brian May

La band ha aperto il concerto con “Stone Cold Crazy”, pezzo inedito che vedrà la luce 4 anni più tardi nell’album “Sheer Heart Attack” in una versione più veloce. Il resto della scaletta era un misto di canzoni inedite e cover che includevano brani di Elvis e Little Richard.

Brian May ha aggiunto: “Il nostro concerto era uno spettacolo più orientato al rock and roll. Freddie è salito sul palco e si è messo subito in mostra come se fosse nato per fare quello. Era ben preparato. Non è semplicemente salito sul palco, ha preso il microfono e si è messo a cantare… No! E’ salito sul quel palco come un veterano e si è esibito fin da subito.

I Queen e la loro forza dal vivo

Dal 27 giugno del 1970 ne è passata di acqua sotto i ponti. Tra alti e bassi, mille difficoltà e tantissime soddisfazioni, i Queen in 16 anni di concerti, sono riusciti ad imporsi come una delle migliori realtà live della storia della musica. Con oltre settecento spettacoli, svoltosi in piccoli club e grandi stadi, in 26 nazioni, hanno lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo di tutti i fruitori di musica e non solo dei propri fans.

La formazione storica della band si consolidò il 2 luglio del 1971 con l’entrata nel gruppo del bassista John Deacon, dopo che si erano susseguiti in quel ruolo Mike Grose, Barry Mitchell e Doug Bogie. John aveva uno stile molto melodico ed era un polistrumentista, fattore che portò un forte contributo al sound della band, come confermò lo stesso May in un’intervista: “Si trovava fortemente in linea con la batteria di Rog, mantenendo una sezione ritmica estremamente solida e incollando le sue linee di basso alla grancassa.

Il duo venne soprannominato “Sonic Volcano” proprio in ragione della loro piena sintonia sul palco.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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