Oggi parliamo ancora di Gaslighting. Dopo avervi dato delle linee guida pratiche ecco qualche riflessione.

Il Gaslighitng è tecnica mentale atta a minare le emozioni e i sentimenti di un partner per negare la loro realtà e sfiduciare la loro percezione della stessa. La tecnica vuole delegittimare come l’altro partner si sente su una situazione. Basarsi sull’affettività pregressa diventa efficace quando devi dire che le percezioni dell’altro sono sbagliate. Il legame emotivo durante quei momenti ha l’effetto di convincere l’altra persona che potrebbe immaginare o “inventare” scenari che non esistono, quando in realtà, ciò che quella persona sta provando o sperimentando è reale.

Le vittime di Gaslighting non sono “troppo sensibili”:

Citando la psicologa Robin Stern: è importante separare il gaslighting dal vero disaccordo, che è comune e persino importante nelle relazioni.

Non tutti i conflitti coinvolgono il gaslighting e, naturalmente, ci sono modi sani e utili per risolvere i conflitti. Il gaslighting è diverso perché solo uno dei due sta ascoltando e considerando la prospettiva dell’altro. Mentre quindi qualcuno sta negando l’altra percezione, insistendo sul fatto che avete torto o dicendovi che la vostra reazione emotiva è folle o disfunzionale in qualche modo.

Importante è specificare che le vittime del gaslighting NON sono solo persone eccessivamente sensibili. Le persone possono essere più suscettibili al danno emotivo di altre per una serie di motivi, ma il gaslighting non riguarda le differenze di personalità individuali. Si tratta di far sbilanciare la propria comprensione della realtà.

Non è una condanna:

Anche se sei stato sottoposto a gaslight – non fare sconti, è una forma di abuso – ciò non significa che le cose non possano essere risolte. Per uno, attraverso una maggiore consapevolezza emotiva e imparando a identificare il gaslighting, puoi imparare a convalidare te stesso. Quando gli altri mettono in discussione la tua percezione senza valide tesi, ignorali. È il dubbio su se stessi che rende così paralizzante il gaslighting.

Ma parliamo anche degli abusatori.

Cosa ci rende gaslighters?

Per i gaslighters questo è un modo per controllare il momento nella relazione, per fermare il conflitto, per alleviare un po’ di ansia e sentirsi di nuovo “al comando”. È un modo per qualcuno di sviare la responsabilità e di abbatterla su qualcun altro. Il tutto mantenendo la co-dipendenza, mantenendo l’altra persona agganciata, soprattutto se ciò a cui sono agganciati è il disperato bisogno di compiacere un’altro – o specularmente, dimostrare che quella persona ha torto.

Il gaslighter potrebbe anche non sapere che sta facendo qualcosa di strategico o manipolativo. Non si tratta di una giustificazione. Gli manca la consapevolezza di sé e potrebbe semplicemente pensare di esprimersi sempre nel giusto, e questo non renderebbe comunque l’abusatore meno tossico nella relazione.

Però anche i Gaslighters sono persone:

Ad esempio, se il partner di un lavoratore dovesse chiedere dove è stato quando torna a casa a mezzanotte, questo potrebbe accusare il proprio partner di preoccuparsi troppo della puntualità. In una relazione dove si pratica gaslighitng non ci si verrebbe incontro nelle rispettive posizioni, ma una soprafferebbe l’altra annullando ogni relativismo e sminuiendo il partner.

Ma anche i gaslighters sono persone. Per molti, il gaslighting potrebbe essere una cattiva abitudine presa dalle relazioni in cui sono cresciuti. Se il partner, l’amico o il genitore di un benzinaio è disposto a fare il duro lavoro di cambiare il modo in cui discutono o interagiscono con loro, il cambiamento è possibile. Ma può essere difficile raggiungere questo obiettivo se continuano ad allontanarti dalla tua realtà.

Abbiamo esplorato nelle guide precedenti come cercare di non “perdere” il senso della realtà dalle proprie mani, ma nel caso non fosse possibile anche così il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un esperto.

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