A parte il fatto che 30 anni sono volati con la velocità di un battito di ciglia, e che l’unica cosa invariata nella foto sono le scarpe che vanno ancora di moda, vorrei dire a chi ha 20 anni che: a) è vero che le sopracciglia tolte a un certo punto non ricrescono più e b) è vero che con l’età il naso aumenta di volume, e poi, a parte il fatto che non abbiamo neanche trovato le pellicole originali di questa copertina tanti sono gli anni che sono passati e che non c’era photoshop altrimenti non avremmo lasciato lo scotch sotto le scarpe, il capello ribelle, o la piega sul viso che poi a saperlo quante ne sarebbero arrivate di pieghe! ma @sonymusicitaly ha pensato di ristampare il mio primo disco e per questo ringrazio il presidente @andrearosi00 e di farlo soprattutto in vinile che trent’anni fa era un supporto considerato ormai superato, e questo fa pensare a come poi sia tutto relativo.
Non amo troppo celebrare il mio passato, ma ci tengo a celebrare chi in trent’anni ha cantato con me da e poi..in poi, grazie, ci vogliamo bene e questa è l’unica cosa che resta. ».

Ieri, 26 aprile, Giorgia ha spento 53 candeline; è stata, però, proprio lei a fare un regalo ai suoi fans. Il mese scorso, attraverso un post, scritto di suo pugno e condiviso sui canali social ufficiali, ha infatti annunciato l’uscita, non a caso nel giorno del compleanno, della ristampa del suo omonimo album d’esordio, in occasione del trentennale dalla pubblicazione. La cantante romana non ha certo bisogno di presentazioni. Classe 1971, respira musica sin da bambina, grazie al padre, Giulio Todrani, membro del duo canoro Juli & Julie e fondatore del gruppo soul e rhythm and blues Io vorrei la pelle nera. Anche il nome assegnatole, in un certo senso, si rivela profetico; Giulio decide di chiamarla Giorgia in onore di Georgia on My Mind, storico successo di Ray Charles. Dopo anni di studio e formazione, approda a Sanremo Giovani e vince con Nasceremo, ottenendo così il lasciapassare per la sezione Nuove Proposte del 1994, alla quale partecipa con E Poi, arrivando, però, solo settima.

Giorgia: il Festival di Sanremo e il disco di debutto

La cantante Giorgia sulla copertina del suo omonimo album d'esordio, pubblicato nel 1994
La cantante Giorgia sulla copertina del suo omonimo album d’esordio, pubblicato nel 1994

L’anno successivo ci riprova. Si presenta alla kermesse con Come Saprei e sbaraglia la concorrenza, diventando la prima artista ad aggiudicarsi sia il Premio della Critica (oggi Premio Mia Martini), che la vittoria finale.Tra le due edizioni del Festival, però, la giovane interprete incide e pubblica il suo primo album, intitolato semplicemente Giorgia e prodotto da Marco Rinalduzzi e Massimo Calabrese, coautori di E poi. Il disco contiene entrambi i brani proposti sul palco dell’Ariston, nove inediti e una cover di Nessun Dolore di Mogol e Lucio Battisti. Inaspettatamente, Giorgia raggiunge il secondo posto in classifica, vendendo oltre 170000 copie. La fanciulla semisconosciuta dalla vice cristallina si trasforma così in un fenomeno musicale, tanto da essere invitata da Luciano Pavarotti al suo programma Pavarotti & Friends, dove la Todrani esegue una versione da brividi di Who Wants to Live Forever dei Queen.

Da quel fortunato 1994 sono trascorsi ben tre decenni, eppure Giorgia rimane un’opera fresca e attuale, oltre che una testimonianza tangibile della potenza vocale della cantautrice di Monteverde. L’album è un riuscito mix tra sonorità black e italiane, domate sapientemente dalla tecnica di Giorgia. Soul, rhythm and blues, pop, jazz e addirittura rock si mescolano, si fondono e si amalgamano in una tracklist interessante e pregna di personalità. Si parte con Stai-Bimbo di Domani, con musica di Stephen Clisby. Si tratta di una lettera indirizzata a un futuro figlio, una tenera promessa di amore e protezione dalle brutture del mondo. La seconda traccia è Nasceremo. Un minutaggio (5:13) che per la nostra epoca, l’era dei TikTok e dei reels da quindici secondi, potrebbe sembrare eccessivo, ma che è in realtà a malapena sufficiente a contenere l’inconfondibile timbro dell’allora esordiente ugola d’oro. Una tappa fondamentale per un astro in ascesa, che mette in mostra tutte le sue doti canore.

Giorgia: l’anima soul dell’eterna ragazza del pop italiano

Giorgia firma quasi tutto il disco, e nella sua penna è riconoscibile tutto l’entusiasmo di una giovane donna che si fa strada nel panorama musicale e nella vita adulta. Puoi (Fidarti di Te) è un invito ad essere determinati e a tirar dritto davanti alle difficoltà, con l’energia di chi ha più un sogno nel cassetto e tutte le intenzioni di vederlo realizzato. In Senza Segreti scopre senza timore il fianco, con una romantica dedica; ed è una dedica anche Father, questa volta a un genitore o, forse, a un papà diverso, spirituale. La presenza paterna è forte, soprattutto in Uomo Nero, duetto padre-figlia tra Giorgia e Giulio, che cantano in perfetta armonia, parlando di uguaglianza e libertà. Un sound trascinante e coinvolgente per un inno alla musica, potenza che supera qualsiasi diversità e collante infallibile tra esseri umani.

Temi sociali e stralci di vita quotidiana sono protagonisti di diversi pezzi, da Tuttinpiedi, ironica, ma pungente, a Vorrei, in cui appaiono evidenti tutti i dubbi e le incertezze legati all’entusiasmo della sua età, che mal si accompagna a un mondo complesso e non sempre accogliente, che mette a dura prova legami e caratteri. M’hanno bocciato è il racconto semiserio di un esame andato male, tragedia di gioventù e metafora di quel che verrà. La romanità di Giorgia è irresistibile e raggiunge il culmine in un breve inciso parlato, durante il quale la cantante si lascia andare alle più svariate considerazioni, scanzonata e divertente.

I temi sociali, E Poi, e un tributo a Lucio Battisti

Silenzioso Amore è un dolce ritorno al suo lato sentimentale, mentre Alba è una breve poesia scritta dalla stessa performer, musicata da Rinalduzzi e Calabrese. Il cuore dell’intera incisione è, però, senza dubbio E Poi. La sua storia è legata indissolubilmente a Sanremo e al conduttore dell’edizione del ’94, Pippo Baudo. Pare, infatti, che il presentatore abbia suggerito in extremis alla Todrani e al suo team di rimettere mano alla canzone; il consiglio sarebbe stato seguito, e il brano è divenuto uno dei suoi maggiori successi. Complicatissimo a livello tecnico, presenta una gamma di note da raggiungere va dal fa2 al mi bemolle in piena voce. E Poi deve molto alla sua carica emotiva, perfettamente compresa e interpretata dalla forza della voce melodiosa di Giorgia, che le dona spessore e pathos.

L’album si conclude con un omaggio alla premiata ditta Mogol-Battisti, attraverso la reinterpretazione di Nessun Dolore. Una lezione di stile raffinata e al tempo stesso appassionata, che mette in risalto la sua parte più grintosa ed energica. La Sony, per celebrare i trent’anni dall’uscita di Giorgia, ha creato tre diverse edizioni del disco, per la prima volta in vinile:

Giorgia: una veste inedita per i trent’anni del disco

-Edizione numerata 2LP gatefold in vinile riciclato colorato a 180 grammi (Ogni LP è unico: i singoli LP possono avere variate sfumature di colore), autografata dall’artista in esclusiva per Sony Music Store.

-Edizione limitata 2LP gatefold in vinile trasparente 180 grammi.

– CD + 45 giri con copertina apribile, libretto 8 pagine, inserto autografato e 45 giri in vinile riciclato colorato con “E Poi” ed “E Poi (Versione 2002)”. (Ogni 45 giri è unico: i singoli 45° possono avere variate sfumature di colore)

Nonostante sia passato del tempo, come la stessa Giorgia conferma nel suo post, la ristampa dell’album che ha dato inizio a tutto è un’occasione per ringraziare il suo pubblico e festeggiare il traguardo raggiunto anche grazie alla fedeltà di ragazzi, cresciuti insieme a lei e diventati adulti con le sue canzoni, colonna sonora di ogni passo, ogni momento di gioia o sconforto e di ogni tappa fondamentale nel corso delle loro vite. Un dono per stringersi in un abbraccio ideale, oltre che un mezzo efficace per permettere agli estimatori di ascoltare e ri-ascoltare un piccolo gioiello nella storia della musica italiana.

Federica Checchia

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