Oggi, 7 febbraio, si celebra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, iniziativa istituita nel 2017 su proposta del Miur. Si tratta di un appuntamento importantissimo nella lotta a un problema sempre più diffuso, specialmente tra le fasce d’età più basse, ed è mirato all’aumentare la presa di coscienza da parte di giovani e adulti nei confronti di una piaga sociale ormai profondamente radicata e difficile da debellare. Un movimento di sensibilizzazione che coinvolge istituzioni, scuole, famiglie e ragazzi, e che si pone come obiettivo la prevenzione degli episodi di violenza. Nel corso della Giornata, si organizzano laboratori creativi, riflessioni di gruppo e attività di scrittura creativa per stimolare un dibattito all’insegna del rispetto e dell’inclusione.

Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo: i dati Espad

Stando allo studio Espad Italia 2024 del laboratorio di epidemiologia dell’istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, oltre un milione di studenti-di età compresa tra i quindici e i diciannove anni- avrebbero subito episodi di cyberbullismo negli ultimi dodici mesi. Dall’altro lato, il 32% dei giovani sarebbe stato autore di atti di cyberbullismo; si tratta delle percentuali più alte di sempre. Un’indagine congiunta di ScuolaZoo e dell’associazione C’è da fare ETS ha rilevato come sei studenti su dieci siano vittime di bullismo e violenze.

Violenze che, nella maggior parte dei casi, avrebbero luogo tra le mura scolastiche (64%). Il 60% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver subito offese verbali, il 26% aggressioni fisiche. Il 22% delle vittime è stato preso di mira per la propria etnia, per l’orientamento sessuale, per la religione d’appartenenza o per delle disabilità. A questi episodi specifici si aggiungono gli innumerevoli casi di catcalling, molestie e revenge porn. Quasi l’80% dei minori ha assistito a scene di bullismo, ma meno della metà è intervenuto in difesa della persona perseguitata.

Catcalling e offese in rete: i nuovi bulli

Il nuovo campo di battaglia sembra essere a tutti gli effetti la rete. Il 58% degli under 26, infatti, considera il revenge porn come il maggiore pericolo in cui incappare; proprio per questo, il 70% degli intervistati spera in una migliore e più attenta regolamentazione delle attività nel web. Richieste che stridono con le nuove disposizioni Meta, di recente annunciate da Mark Zuckerberg. Le persone non binarie sono le più soggette ad aggressioni verbali e psicologiche, mentre a subire il catcalling e le molestie sono perlopiù le ragazze. Il bullismo fisico, invece, colpisce in prevalenza i maschi, soprattutto gli under 14.

I “nuovi bulli” prediligono dunque l’esclusione dai gruppi social, fino ad arrivare a insulti diretti e vere e proprie minacce. Gli effetti, naturalmente, ricadono sulla salute mentale dei giovani: moltissime vittime, infatti, hanno espresso il bisogno di un supporto psicologico, senza però averlo effettivamente ricevuto. Il 41% di esse, ha invece scelto di non confidarsi con famiglia e amici, a causa di un sentimento di vergogna e timore; seguono, così, una grave perdita di autostima, ansia sociale, fino a sfociare nella depressione. Un circolo vizioso che, talvolta, si collega all’utilizzo eccessivo di internet e degli smartphone che, nelle situazioni più estreme, conduce a situazioni di completo isolamento sociale, come nel caso degli hikikomori.

Federica Checchia

Seguici su Google News