Alla luce degli eventi che ormai da giorni stanno preoccupando l’Europa orientale, è partito oggi il corridoio umanitario del Sumy che avrà come meta Poltova. L’iniziativa ha come obiettivo l’evaquazione di civili residenti nelle città assediate.

Il cammino del Sumy verso il riparo

Dalle ore 9:00 di Kiev, è partito un corridoio umanitario che prevede la messa in salvo di numerosi civili di città delle città occupate dalle forze armate russe. Dal Sumy numerosi ucraini, tra cui anche studenti indiani e cinesi, sono stati evaquati dalle loro città per mettersi al riparo.

L’iniziativa è stata spinta dal Ministro per l’integrazione dei territori occupati Iryna Vereschurk, la quale ha concordato assieme Ministero della difesa russo e la Croce rossa, di interrompere la guerra Russo-Ucraina per mettere in salvo i cittadini. Il corridoio dovrebbe concludersi per le ore 21 (20:00 ora Italiana).

A riferirlo è stato il Servizio statale per le comunicazioni speciali e la protezione delle informazioni dell’Ucraina.

Nonostante gli accordi stabiliti, sembra che la Russia si stia preparando a porre fine alla tregua accordata, e la ministra Vereschurk aggiunge

abbiamo già informazioni che la Federazione Russa si starebbe preparando a lanciare provocazioni e a non rispettare l’itinerario stabilito. Per questo chiediamo alla Federazione Russa di rispettare gli accordi. Il corridoio è fatto per portare via i civili e prevede anche la consegna in zona di medicinali e prodotti alimentari

A dare voce a tale iniziativa è Martin Griffiths, segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, intevenuto nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

I civili devono essere rispettati e protetti. Le parti devono prestare costante attenzione per tutelare i civili, gli esercizi commerciali e le infrastrutture. Questo include il consentire un passaggio sicuro per i civili per permettere loro di abbandonare le zone teatro di ostilità in modo volontario e nella direzione scelta. È necessario un passaggio sicuro per gli aiuti umanitari“.

Rebecca-Asia Spadon

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