Cinema

“Gunda”: docufilm visionario sul veganismo – TFF38

La settima arte è poesia, emozioni, fantasia e sentimenti. Oltre allo svago e agli straordinari effetti speciali che la tecnologia ha consentito di esprimere in un universo estetico di retorica, l’arte invita sempre il pubblico a una catarsi. Un viaggio con il quale condividere un’esperienza. Ne è un esempio: “Gunda“, inno alla vita; già presentato alla Berlinale 70 nella sezione Encounters e al New York Film Festival 58, l’affascinante risultato del regista russo Viktor Kossakovsky giunge alla 38esima edizione del Torino Film Festival, presentato fuori concorso nella sezione TFFdoc, sottolineando l’importante meditazione viscerale sull’esistenza animale.

Privo di esseri umani il documentario da spazio ai piccoli momenti della vita di vari animali da fattoria, attraverso il punto di vista di un maiale o il muggito di una mucca, dimostrando come non siamo l’unica specie in grado di provare emozioni, avere coscienza o volontà: l’incontro con una scrofa e i suoi cuccioli, con due mucche ingegnose o ancora con un pollo da una sola zampa, ci ricorda il valore della vita degli animali che abitano il pianeta, compresa la nostra.

"Gunda" di Viktor Kossakovsky - © tutti i diritti riservati
Gunda” di Viktor Kossakovsky – © tutti i diritti riservati

Catarsi in bianco e nero

Privo di musica o di qualsiasi altro artificio evidente, “Gunda” non mira né a documentare la coscienza animale né ad antropomorfizzarla.  L’esperimento non narrativo di Kossakovsky   offre una sconvolgente prospettiva sulla sensibilità delle specie animali, descrivendo le creature nelle loro condizioni in un notevole appello all’empatia che implora i carnivori di pensarci due volte prima di “uccidere” per poi “mangiare” un animale. Il doc figura come produttore esecutivo l’attivista vegano premio Oscar per “Joker“, Joaquin Phoenix. Era già evidente la sensibilità dell’attore: dopo la cerimonia dei SAG 2020, quando si era recato in un macello di Los Angeles, il Farmer John Cloughtery Packing Co, per dare conforto e offrire dell’acqua ai maiali. Non sorprende quindi che ora Phoenix abbia prodotto un nuovo film teso a dimostrare quanto i maiali siano animali intelligenti, anche più dei cani.

Joaquin Phoenix al macello di Los Angeles con i maiali, Farmer John Cloughtery Packing Co - © tutti i diritti riservati
Joaquin Phoenix al macello di Los Angeles con i maiali, Farmer John Cloughtery Packing Co© tutti i diritti riservati

“Gunda”: profetico quanto “La fattoria degli animali”

Il concetto alla base del film ha una certa somiglianza con la novella allegorica visionaria “La fattoria degli animali” di Orwell, in quanto l’apertura ne suggerisce una nuova macabra interpretazione. Le sequenze assumono una qualità tenera anche se a fare da sfondo in “Gunda” c’è un’aria di intento attivista in agguato appena fuori dai parametri di ogni scena, poiché costituisce un argomento contro la crudeltà sugli animali, seminando in chi lo guarda la percezione dell’intelligenza animale.

Il trailer si apre con un’approvazione nientemeno che da Paul Thomas Anderson: “‘Gunda’ è puro cinema”, dice il regista di “Phantom Thread“. “Questo è un film spogliato dei suoi elementi essenziali, senza alcuna interferenza. È ciò a cui dovremmo aspirare tutti come registi e pubblico: immagini e suoni messi insieme per raccontare una storia potente e profonda. Immagini e suoni sono sbalorditivi possibili dal miglior cast di ensemble. Prosegue in conferenza stampa Kossakovsky: “Se volete cambiare qualcosa, iniziate a cambiare voi stessi. Questo film non cambierà il mondo, ma ha cambiato me. Se prima ero vegetariano, ora sono diventato vegano. Guardatevi intorno. Se veniamo fuori dalla pandemia, il numero di abitanti della Terra presto calerà, non ci sarà spazio per tutti, dobbiamo saperlo. Da qui a vent’anni avremo tantissima gente senza un posto dove stare e questo porterà a un disastro”.

Gunda” – Official Trailer

Conosci gli animali e conoscerai te stesso

A differenza di molti film documentari, Kossakovsky non ha voluto denunciare la violenza e la crudeltà del sistema di cui sono vittime gli animali, stile Nat Geo Wild, come afferma: “La gente non vuole guardare polli, maiali e mucche, ecco perché mi sono detto, farò quello che non vuoi vedere”. Nessun shock emotivo come macellazione o sangue. Un documentario di 90 minuti nel quale trapela la verità di una madre e delle sue attenzione per i suoi cuccioli e la magia del delicato e sensibile equilibrio che s’instaura tra le specie e i loro sentimenti.

Chi è Gunda

Gunda è la scrofa protagonista del film documentario girato in una fattoria in Norvegia. Per diversi mesi, la troupe ha seguito la sua vita con i suoi cuccioli all’interno della fattoria. Dal trailer è possibile assaporare le immagini poetiche di un quotidiano fatto di emozioni e di vita. Una vita che non viene mai vista perché questi animali rientrano nella categoria degli animali da reddito. L’intento è quello di far capire come imparando a conoscere quegli animali considerati cibo una persona smette di considerarli tali e di conseguenza di mangiarli. “Gli esseri umani non dovrebbero mangiare gli animali”, ha dichiarato Kossakovsky, diventato vegetariano da bambino dopo aver fatto amicizia con un maiale nella fattoria di famiglia che è stato poi ucciso per Natale. Secondo le indiscrezioni, al termine delle riprese, oltre la metà del team ha deciso di non mangiare più carne.

"Gunda" - © tutti i diritti riservati
Gunda” – © tutti i diritti riservati

Gunda” è reso possibile da una co-produzione tra la norvegese Sant & Usant e Loverture Films di New York e Cinephil ne cura la distribuzione internazionale.

Per approfondimenti sul TFF38:

Torino Film Festival: “Kufid”

Torino Film Festival: omaggio a Lietta Tornabuoni

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Giuliana Aglio

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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