Stephen King, tra gli autori più amati e conosciuti degli ultimi decenni, ha scritto numerose opere di grande successo da cui sono stati realizzati diversi adattamenti cinematografici molto amati, tra cui alcuni capolavori come “Shining”,“Misery Non “Deve Morire” e “Le Ali della Libertà”.

Stephen King, chi è l’autore horror per eccellenza

Tra gli autori più prolifici della storia, maestro dell’horror e del thriller in grado anche di spaziare in altri generi con grande maestria e semplicità, Stephen King è senza dubbio uno degli autori più amati del nostro tempo, con alle spalle una grande carriera letteraria. 

Nato il 21 settembre 1947 a Portland, sin da piccolo si trova a dover fronteggiare numerose difficoltà e traumi come la morte del padre, in un’età troppo giovane, e la conseguente indigenza economica che ciò ha comportato. 

Proprio da questa situazione, nei lunghi pomeriggi in cui rimaneva solo a casa insieme al fratello, poiché la madre era spesso fuori per svolgere lavori umili per portare avanti la famiglia, lo scrittore, all’epoca molto piccolo, inizia a leggere numerosi romanzi, i quali alimentano la sua fantasia, dandogli, in seguito, l’ispirazione per iniziare a scrivere e diventare il grande autore che tutti conosciamo.

Nel corso della sua carriera ha scritto tantissimi libri, molti dedicati anche ad un pubblico molto giovane, prevalentemente bambini, grazie alla sua esperienza di giovane padre e ai ricordi della sua infanzia, in cui si divertiva a raccontare storie e inventare mondi fantastici attraverso la sua spiccata immaginazione.

Tante sono le opere di successo, da cui hanno tratto numerosi film, tra cui “Shining”“Carrie”“Misery Non Deve Morire”“La Zona Morta”, “Il Miglio Verde”. Ognuno di questi romanzi mette in mostra il grande talento di King, capace di sviscerare minuziosamente ogni emozione, ogni angolo oscuro dell’animo e della mente umana, riuscendo con grande maestria a creare libri di forte tensione psicologica, capaci di tenere il lettore incollato al libro fino all’ultimo rigo. Tale capacità è il tratto indiscusso che distingue i grandi autori di talento.

Tutti i capolavori cinematografici tratti dai romanzi del mago del mistero

Il più noto capolavoro cinematografico tratto dai romanzi di Stephen King è “Sining”, horror pieno di suspense realizzato da Stanley Kubrick nel 1980 e con protagonisti Jack Nicholson e Shelley Duvall. La storia racconta le vicende della famiglia Torrance, la quale si trasferisce in un albergo di montagna, chiuso per la stagione invernale, per fare da guardiani alla struttura. Qui, poco dopo il loro trasferimento, Jack perde la ragione, diventando pazzo. In questo film Kubrick ha, probabilmente, dato il meglio di sé, riuscendo a catturare l’essenza dei personaggi in modo impeccabile e trasmettendo tutta la tensione psicologia della storia in modo ineccepibile, regalando allo spettatore attimi di pura tensione. 

Altro capolavoro indiscusso, che ha raggiunto le vette più alte dei drammi psicologici e umani grazie anche alla magistrale regia di Darabont, è “Le Ali della Libertà”. Uscito nel 1994 e con protagonisti Morgan Freeman e Tim Robbins, questo film è stato in grado di restituire al pubblico un profondo messaggio di amicizia e speranza, in cui la perseveranza fa da filo conduttore per tutta la pellicola. Sceneggiatura e regia eccelse, interpretazioni magistrali, messaggio profondo, questo film è tutt’oggi capace di esplorare le più intime pieghe dell’animo umano in modo ineccepibile. 

Infine, concludiamo con “Stand by Me – Ricordo di Un’Estate”, uscito nelle sale nel 1986. Diretto da Rob Reiner, e con protagonisti River Phoenix e Corey Feldman, è sicuramente uno dei film più fedeli al libro. La grandezza della regia, in cui Reiner ha dato grande prova del suo talento, i temi trattati, quali la perdita dell’innocenza, l’amicizia, la spensieratezza, e il modo di mettere in scena tematiche che riguardano profondamente molti di noi, hanno fatto si che questa opera diventasse un grande capolavoro che perdura nel tempo, continuando a lasciare il segno nello spettatore. 

Articolo di Ambra Gabriella Samonà