Secondo una ricerca, i pinguini in Antartide avrebbero modificato radicalmente la loro stagione riproduttiva, apparentemente in risposta al cambiamento climatico. Uno studio decennale condotto da Penguin Watch presso l’Università di Oxford e l’Università di Oxford Brookes ha rivelato drastiche alterazioni nel loro comportamento. Queste trasformazioni preoccupano gli studiosi, perché potrebbero compromettere l’accesso dei pinguini al cibo e, di conseguenza, alla loro sopravvivenza.
«Siamo molto preoccupati perché questi pinguini stanno anticipando di molto la loro stagione riproduttiva e ora si riproducono prima di quanto si possa immaginare», ha affermato l’autore principale del rapporto, il dott. Ignacio Juarez Martínez. «I cambiamenti stanno avvenendo così rapidamente che i pinguini potrebbero finire per riprodursi in periodi in cui le loro prede non sono ancora disponibili. Ciò potrebbe comportare una mancanza di cibo per i pulcini di pinguino nelle prime settimane di vita, con conseguenze potenzialmente fatali. Anche se i pinguini riuscissero a imitare il comportamento delle loro prede, non possiamo aspettarci che mantengano questo ritmo ancora a lungo».
Il cambiamento climatico altera le abitudini dei pinguini, e questo è un problema per l’ecosistema
I pinguini svolgono un ruolo chiave nella catena alimentare antartica, tra cui il trasporto di nutrienti dalle acque profonde alla superficie, essenziale per il completamento della fotosintesi delle alghe. Gli scienziati temono che la perdita di specie aumenterà il rischio di un collasso generalizzato dell’ecosistema.
«Purtroppo, le colonie di pinguini sottogola e di pinguini di Adelia sono in netto declino in tutta l’area e non c’è motivo di credere che la situazione si inverta a breve», ha affermato Juarez. «Anche i pinguini imperatore si riproducono lì e sembrano anch’essi in via di estinzione. Vogliamo preservare la diversità dei pinguini in Antartide a tutti i costi. L’ecosistema antartico è una rete con pochissimi collegamenti: la perdita di diverse specie di pinguini prima della fine del secolo, come previsto dai modelli, potrebbe essere un colpo fatale al suo funzionamento e alla sua resilienza».
Federica Checchia





