“Il braccio violento della legge”, la vittoria agli Oscar e il caso Kubrick

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Di Stefano Delle Cave

Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Faremo un viaggio alla scoperta di un film che ha vinto agli Oscar generando un caso cinematografico. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a “Il braccio violento della legge” di William Friedkin.

Dopo “L’esorcista” “Il braccio violento della legge” è il film di maggior successo di William Friedkin. In questa pellicola, basata sul libro-inchiesta di Robin Moore, viene completamente rivoluzionato il genere poliziesco. Friedkin in particolare usa un originale linguaggio cinematografico basato ritmi frenetici di montaggio con piani alternati per creare atmosfere particolari come nelle scene di appostamento. Il risultato è un contributo realistico molto forte al cinema della new hollywood degli anni 70′ che ha influenzato registi come Coppola e Pollack.

Il braccio violento della legge, i buoni e i cattivi

Il trailer di Il braccio violento della legge, fonte HOME CINEMA TRAILER

Con “Il braccio violento della legge” William Friedkin riesce a mettere perfettamente in scena l‘ossessione di un uomo pronto a tutto per ottenere il suo scopo, anche ad andare oltre la legge. In una metropoli dai toni freddi e desolanti si verifica il realistico e serrato confronto tra due gruppi, i poliziotti e i criminali. Il tutto con taglio documentaristico che prende spunto da precedenti piccoli capolavori come “Il mucchio selvaggio” di Sam Peckinpah.

Un’ispirazione che contribuisce alla rappresentazione della violenza realista tipica dei film di Friedkin. Il famoso regista in questo film riesce perfettamente a equilibrare e in taluni momenti ad invertire il ruolo dei buoni e dei cattivi. Il tutto senza perdere il senso ultimo del film che vede la prevalenza della legge sul crimine nello sviluppo della sua trama.

Il caso Kubrick

Nel 1972 “Il braccio violento della legge” portò a casa 5 premi Oscar tra cui miglior regia e miglior film. Sebbene in molti abbiano acclamato questa pellicola iscritta nella classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi dall‘American Film Institute, non sono mancate critiche. Per alcuni critici questo film di Friedkin, seppur con in germe tratti salienti della sua cinematografia come il parossismo delle immagini, è considerato ancora tecnicamente imperfetto.

Inoltre la vittoria agli Oscar del film di Friedkin è stata da sempre oggetto di discussione visto che quell’anno c’era in nomination un cult controverso come “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick. Nonostante il capolavoro kubrickiano abbia conquistato generazioni di spettatori e sia considerato superiore al film di Friedkin non ebbe dall’Academy incredibilmente nessun riconoscimento.

Stefano Delle Cave

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