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Il calendario Giuliano entra in vigore il 45 a.C.

Il calendario ufficiale di Roma

Il 1 gennaio del 45 a.C. entra in vigore il calendario Giuliano, una calendario solare che diventa il calendario ufficiale di Roma. Successivamente si utilizzerà anche in Europa e in America. E’ basato sulle stagioni ed è stato inventato da Sosigene di Alessandria. E’ successivamente diffuso da Giulio Cesare nel 46 a.C. Ha accumulato 10 giorni di ritardo dal 325 a.c., anno del Concilio di Nicea ,ed è stato così sostituito con quello Gregoriano. Alcune chiese ortodosse utilizzano ancora questo calendario.

Il calendario Giuliano e gli anni bisestili

calendario giuliano
Passaggio da calendario Giuliano a Gregoriano

Nel calendario Giuliano sono presenti gli anni bisestili per andare a compensare la durata dell’anno tropico, il giorno in più si aggiunge dopo il 24 febbraio. Sosigene introduce che un anno ogni quattro è bisestile. E’ dunque ciclico, ma questa differenza andava accumulandosi col passare del tempo, per cui le stagioni si spostavano sempre un po’ più indietro. I romani contavano i giorni mensili sottraendoli alle festività e contando anche i giorni di partenza. A quel punto fu introdotto nel 1582 il calendario Gregoriano che riduce l’errore a soli 26 secondi.

L’errore di Sosigene

Il Papa all’epoca era detentore del regolamento del calendario, le grandi meridiane erano lo strumento utilizzato per il funzionamento e risultava essere una funzione prettamente religiosa. Giulio Cesare all’epoca avrebbe potuto scegliere tra il calendario Lunare, Luni-solare o Solare. Aveva optato per quello Solare e quindi per lo scandire attraverso le stagioni. Le stagioni erano a loro volta legate a fenomeni astrologici come gli equinozi e i solstizi. Il funzionamento però era basato sul tempo che impiega la Terra a percorrere la sua orbita intorno al Sole, il tropico. Questo chiaramente non era formato da giorni interi, da qui il problema. Fu chiamato a risolverlo un astronomo greco chiamato Sosigene al quale si affidò Giulio Cesare. Sosigene decretò che la Terra impiega 365 giorni e 6 ore a compiere la sua orbita. Il calendario si basò così su questa teoria. Si intercalò un giorno ogni quattro anni e l’anno allungato prese il nome di Bisestile. Lo sbaglio impiegato da Sosigene nel calendario Giuliano non era poi così grossolano. La frazione da aggiungere in più ai 365 giorni non era di 6 ore ma all’incirca di 11 minuti e 15 secondi in meno.

Con il Concilio di Nicea si stabilì la Pasqua

L’Imperatore Costantino nell’impero Romano introdusse la settimana con i sette giorni: Lunae dedicato alla dea Luna, Martis dedicato a Marte, Mercurii al dio Mercurio, Iovis dies dedicato al dio Giove, Veneris alla dea venere, Saturni per il dio Saturno e Domini il giorno del Signore.

Nel 325 dopo Cristo il Concilio di Nicea stabilisce una regola ferrea per quanto riguarda la cadenza della Pasqua per rispettare la tradizione cristiana. Si stabilisce che la Pasqua doveva essere celebrata la Domenica successiva al plenilunio, che si succedeva all’equinozio di Primavera. Quell’anno cadde proprio il 21 Marzo. Con il trascorrere dei secoli però l’equinozio non era più il 21 di Marzo ma anticipava sempre. Questo successe perché quegli 11 minuti e 15 secondi approvati da Giulio Cesare erano andati accumulandosi lentamente e avevano spostato proprio l’equinozio. Al tempo di Carlo Magno l’equinozio era ben quattro giorni prima del calendario, cioè il 17 invece del 21.  Questo portò a celebrare la festa in date sbagliate e diverse da quelle volute dal Concilio. Il calendario quindi fu poi sostituito a fronte dell’errore.

Dal calendario Giuliano a quello Gregoriano

Il calendario Giuliano utilizzava come bisestili gli anni la cui numerazione era un multiplo di 4 . Un anno era di 366 giorni ogni tre da 365.  L’anno medio era dunque 365 giorni e 6 ore. Ogni 128 anni il calendario accumulava quindi un giorno di ritardo. Nel 1582 grazie all’Inter gravissimas di Papa Gregorio XIII  si inizia ad usare il nuovo calendario Gregoriano, utilizzato ancora oggi. Bisognava sistemare il ritardo che si era creato, infatti appena introdotto il calendario Gregoriano, il  5 di Ottobre divenne improvvisamente il 15 Ottobre. L’anno del 1582 durò una decina di giorni in meno per mettersi in pari con l’anno solare. Da allora il calendario gregoriano suddivide l’anno in 12 mesi da 28 a 31 giorni, per un totale di 365 giorni.

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