Si concretizza sempre più la possibilità che il Ddl femminicidio diventi legge a tutti gli effetti. Dopo il via libera al Senato, dove è passato all’unanimità con 116 voti, ora passa alla Camera. A seguito del voto è partito un applauso in aula. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commentato. “Sono estremamente lieto di questo risultato che testimonia come sui temi importanti il Senato sappia esprimersi senza distinzioni di appartenenza. Grazie a tutti i senatori e le senatrici”. Il ddl passerà ora alla Camera per l’approvazione definitiva. Novità anche per il voto: su richiesta del capogruppo leghista Massimiliano Romeo, il sistema elettronico ha decretato lo svolgimento del voto.
Ddl femminicidio approvato al Senato, ora passa alla Camera

Il testo è di iniziativa governativa, frutto di una mediazione fra i gruppi in commissione. Introduce l’articolo 577 bis del codice penale, che disciplina il reato di femminicidio e punisce con l’ergastolo chiunque provochi la morte di una donna. E lo fa “commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna”. Sono inoltre previste anche norme sui benefici penitenziari nei confronti dei condannati per femminicidio, e altre che rafforzano gli obblighi di formazione per la lotta alla violenza sulle donne e alla violenza domestica.
La senatrice della Lega Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia al Senato e relatrice del provvedimento, ha commentato positivamente. “È stato approvato all’unanimità il disegno di legge che introduce, tra l’altro, il femminicidio come nuovo reato. Un intervento di grande importanza perché viene finalmente riconosciuta la gravità della condotta di chi uccide una donna come atto di odio o discriminazione. È una presa di posizione nuova e forte contro chi considera le donne esseri inferiori. La Lega da anni è in prima linea nella battaglia contro la violenza sulle donne e ancora una volta ha dato un contributo essenziale a questo provvedimento. Naturalmente, auspico che ci sia una corretta e rigorosa applicazione delle nuove misure”.
Marianna Soru





