Secondo Reuters, che ha citato fonti vicine al governo iraniano, l’Iran starebbe proponendo di negoziare sulla riapertura dello stretto di Hormuz, e di rimandare la questione del programma nucleare a un momento successivo, dopo la fine della guerra. Finora gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di rinunciare al programma nucleare come condizione per far finire la guerra.

L’Iran ha consegnato agli Stati Uniti una nuova proposta «a tappe» tramite i mediatori del Pakistan: il regime – secondo l’agenzia Axios – si è detto pronto a riaprire Hormuz, in cambio della fine del blocco dei porti iraniani tutt’ora controllati dalle forze militari americane, e quando riceverà garanzie sulla fine degli attacchi di Usa e Israele. Solo in una fase successiva, in condizioni di stabilità e senza la minaccia dei raid, i leader iraniani accetteranno di discutere i termini del suo programma nucleare. Gli elementi della proposta sono stati descritti in modo simile anche dalla tv libanese Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah. E, con toni più duri, dall’agenzia iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran.

Perché i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono fermi

La guerra in Medio Oriente è in una fase di stallo, per due motivi principali: i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono fermi, e lo stretto di Hormuz è ancora chiuso.

Da un lato, la possibilità che ci siano nuovi negoziati sta diventando più remota. I primi – e finora ultimi – si sono tenuti tra l’11 e il 12 aprile in Pakistan, il principale paese mediatore, ma erano finiti senza un accordo a causa delle richieste inconciliabili delle parti su due questioni principali: il controllo dello stretto di Hormuz e il futuro del programma nucleare iraniano. 

Per due volte nelle ultime due settimane Trump ha annunciato che una delegazione statunitense sarebbe partita di nuovo per il Pakistan, ma l’Iran non ha mai confermato la sua disponibilità a incontrarsi e alla fine entrambi i viaggi sono stati annullati. Ultimamente Trump ha iniziato a dire che se vuole negoziare l’Iran può semplicemente «chiamare al telefono».

L’altra grande questione è lo stretto di Hormuz, che è ancora sostanzialmente chiuso e su cui vige il doppio blocco attuato dall’Iran e dagli Stati Uniti. Dallo stretto passava un quinto di tutte le esportazioni globali di petrolio e di gas naturale liquefatto, ma dall’inizio della guerra (quindi ormai da due mesi) l’Iran ne ha preso il controllo e fa passare pochissime navi, chiedendo in molti casi un pedaggio. Questo ha causato la più grave crisi energetica di sempre: le esportazioni dei paesi del Golfo sono enormemente diminuite, con conseguenze in tutto il mondo.