Nato il 18 novembre del 1911 a San Prospero da una famiglia agiata, Attilio Bartolucci fu un celebre poeta italiano. Padre dei famosi registi Bernardo e Giuseppe Bertolucci, si dimostrò un prodigio sin da bambino. Poiché costretto ad alloggiare al convitto di Parma insieme al fratello Ugo, Bertolucci cominciò a scrivere poesie a soli otto anni, per superare la malinconia ed il distacco dalla madre. Un poeta da collocare senza dubbio in quella corrente “antinovecentista“ ,insieme a personalità come Saba, Penna e Pascoli, proponendo, piuttosto, un tipo di poesia ermetico.
Dopo aver frequentato inizialmente l’Università di Giurisprudenza a Bologna, si iscrive poi alla Facoltà di Lettere, dove comincerà a seguire le lezioni di Roberto Longhi. Tra le sue primissime raccolte di poesie pubblicate: “Sirio” nel 1929 ed i “Fuochi in novembre “ del 1934. Si occupò, inoltre, di tradurre in italiano le opere di Baudelaire, de Balzac e di Hemingway. Celebre è la raccolta “Viaggio d’inverno” del 1971, essa racchiude tutte le sue poesie dal 1955 al 1970 e l’audace romanzo “La camera da letto “. Gli ultimi volumi pubblicati furono: “Le poesie” del 1990, “Aritmie “ e “Al fuoco calmo dei giorni “ del 1991, “Verso le sorgenti del Cinghio” del 1993, “Imitazioni” ed “I versi nel tempo” del 1994. Infine, la sua ultima opera fu “La lucertola di Casarola” del 1997, pubblicata poco prima della sua morte.
Attilio Bertolucci: le influenze e la poetica

Senza dubbio uno dei più grandi poeti del Novecento che con grande umanità, empatia ed eleganza ha raccontato l’esistenza dell’uomo, la bellezza della natura ed il concetto di tempo. Fondamentale per la formazione del suo pensiero è il libro “la Richerche” di Marcel Proust, infatti, come lui stesso ammise, attraverso la memoria involontaria riuscì a recuperare il passato perduto. Sarà proprio il concetto d’assenza e di perdita una delle tematiche ricorrenti. Altro poeta a cui era particolarmente legato e per la quale mostrava grande interesse era Charles Baudelaire, in particolare per “Les Fleurs du Mal”, tutta la sua poesia avrà sempre qualche citazione o riferimento che rimanderà all’autore. Le strutture metriche che utilizza variano dai versi liberi a quelli intrecciati, con un ricorrente uso della vocazione narrativa e delle espressioni ossimoriche.
Un poeta che porta il lettore, attraverso la sua poesia, a toccare con mano la realtà che vuole trasmettere e le sue sensazioni affrontando un’ampia varietà di temi. I più ricorrenti sono: l’amore, l’amicizia, la natura, la sua città natale ed il paesaggio di campagna. Ad esempio, con la sua prima raccolta intitolata “Sirio” ( prende il nome da una saponetta generalmente usata in campagna per scopi domestici) emerge l’attenzione per la vita quotidiana e domestica. La tematica meteorologica ed il focus sul paesaggio lo riscontriamo, invece, in poesie come “ Settembre” o “Mattino d’ottobre “. Con la raccolta “Fuochi in novembre “ Attilio Bertolucci acquisirà maggiore notorietà, sarà elogiato da personalità come Ungaretti e dalla recensione lusinghiera scritta da Montale. Considerato un poeta dal realismo magico e sognante, attraverso le sue opere manifesta un forte sentimento verso le cose e la natura, oscurate un po’ dal pensiero di transito ed impermanenza della vita.
L’ambizioso progetto de “La camera da letto” e la poetica dell’ extrasistole
Un romanzo nato come una scommessa per smentire l’affermazione di Edgar Allan Poe, secondo cui era improbabile realizzare una vasta produzione poetica senza far verificare cadute di tono o di tensione. “La camera da letto” è articolata in due parti: la prima pubblicata nel 1984 e la seconda nel 1988.Un’opera di tipo narrativo, scritta in versi liberi, suddivisa in 46 canti che possiede come tematica principale la vita familiare di Bertolucci stesso, la sua quotidianità ed il susseguirsi delle varie generazioni. Definita da Pietro Citati innovativa ,poiché: “nessun poeta ha mai osato scrivere con sfrontatezza tranquilla un poema, lungo come l’Odissea, non sulle imprese degli eroi antichi e cavallereschi, ma sulle vicende della sua vita”. Si tratta di un’opera che nel 1984 si aggiudicó il Premio Biella per la Poesia Italiana ed il Premio Vallombrosa.
Infine, nel 1991 vinse il Premio Librex- Guggenheim “Eugenio Montale”. “La camera da letto” sembra riassumere tutte le tematiche ricorrenti nella poetica dell’autore, lontane dalla metafisica ed in particolare incentrate sull’inesorabilità del tempo che fugge. Il pensiero di Bertolucci continuerà ad oscillare come un pendolo tra il rifiuto e la lode della caducità della vita e delle cose. Infine, viene qui introdotta la sua celebre “poetica dell’extrasistole”, un modo di scrivere che si ispira soprattutto al battito del cuore umano e le sue aritmie. Bertolucci affronta i suoi disturbi cardiaci e mette in relazione la storica medica e quella poetica. L’extrasistole è un’allegoria della poesia che compie sia un’azione di rallentamento che conduce verso la consapevolezza, sia un’azione di redenzione, poiché essa è un mezzo che conduce alla salvezza dalla forza distruttrice dello scorrere del tempo.
Mariachiara Sgadari
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