Due semifinali all’altezza di un Master 1000 quelle giocate oggi sul centrale del Foro Italico di Roma. Soprattutto quella tra Denis Shapovalov e Diego Schwartzman resterà a lungo negli annali degli Internazionali d’Italia. Un match della durata di oltre tre ore che ha visto uscire da vincitore l’argentino, che sfiderà domani in finale Novak Djokovic. Il numero 1 serbo ha avuto del filo da torcere dal giovane Casper Ruud, che però non è riuscito a reggere un’altra maratona dopo quella di ieri con Matteo Berrettini.

Djokovic segna dieci finali agli Internazionali d’Italia

Una delle migliori partite (se non la migliore) di Djokovic finora nel torneo. Di fronte a lui un giocatore che ha giocato sicuramente uno dei migliori tornei della carriera, e l’ha confermato contro Nole, ovviamente superiore a lui ma a cui ha fatto sudare le proverbiali sette camicie. Principalmente nel primo set, quando parte benissimo, servendo in modo preciso e giocando molto profondo. Nel terzo game addirittura arriva il break in suo favore che mantiene fino al decimo game, in cui ha a disposizione addirittura due set point.

È Djokovic però a questo punto che sale in cattedra: prima annulla i set point e poi si riprende il turno di servizio. Dopo un undicesimo game tra i più lunghi della partita in cui annulla tre palle break e mette a segno 4 ace, Djokovic brekka ancora e si prende un primo set da un’ora e dieci minuti di gioco. Nel secondo set il serbo appare meno nervoso rispetto al primo (chiedere all’arbitro di sedia per conferma) e ne giova il suo tennis.

Novak Djokovic giocherà la sua decima finale agli Internazionali d'Italia
Novak Djokovic giocherà la sua decima finale agli Internazionali d’Italia – Photo Credit: Getty Images

Dall’altro lato del campo però c’è un lottatore che, nonostante i due set point persi, sfoggia una tenuta mentale e fisica invidiabile. I primi tre game sono estenuanti e da soli durano mezz’ora, con Ruud che comincia a intravedere la spia rossa del serbatoio. Il norvegese crolla poi nel sesto game, quando Djokovic gli strappa il servizio, accompagnandolo poi alla porta sul punteggio di 6-3. Il serbo raggiunge così la sua decima finale nel Master della capitale e andrà a caccia del quinto titolo.

La più bella montagna russa della stagione

Alle 19 inizia quella che è destinata a restare una delle partite più belle della stagione e della storia di Roma. Il leitmotiv di tutto l’incontro si intravede già nel primo set, altalenante, con Schwartzman che brekka subito Shapovalov, non entrato benissimo in partita. L’argentino mantiene il servizio fino al 5-3, quando subisce a sua volta il break dell’avversario. Nel game successivo uno Shapovalov troppo falloso con una palla che finisce sul nastro consegna il set all’argentino. L’esuberanza di Shapovalov basta per lui e anche per Schwartzman, il quale, a differenza del canadese, non si sbilancia mai troppo e gioca sulle sue. Nel secondo set però Shapovalov sembra essere più preciso, a discapito dell’avversario, il quale perde il servizio con tre errori non forzati. Ed è proprio il conto degli errori non forzati che riflette il differente andamento dei due tennisti tra primo e secondo set.

Se infatti Shapovalov aveva commesso addirittura 18 errori nel primo set, all’inizio del secondo ne commette sei; per Schwartzman invece nel primo set erano stati appena 5, ovvero quelli commessi nella prima metà del secondo set. La seconda metà del set si gioca quasi in fotocopia al primo, con Schwartzman che prima recupera il break di svantaggio e poi sul proprio servizio perde l’occasione di vincere il game, concedendo l’opportunità a Shapovalov di portarsi a casa il set, che dunque si conclude 7-5 per il mancino canadese. Le montagne russe di break e contro-break riprende nel terzo set, che inizia in salita per entrambi. Shapovalov brekka al terzo game, Schwartzman subito dopo e di seguito ancora Shapovalov.

Diego Schwartzman giocherà la sua prima finale agli Internazionali d'Italia
Diego Schwartzman giocherà la sua prima finale agli Internazionali d’Italia – Photo Credit: AFP

L’altalena si ferma al sesto e settimo game per poi ripartire all’ottavo, quando Schwartzman recupera il break di svantaggio per poi venire nuovamente e clamorosamente brekkato. Shapovalov allora mantiene il servizio? Neanche per sogno: Schwartzman compie l’ennesimo contro-break, che porta a 12 il conto dei turni di servizio strappati da entrambi nella partita. La semifinale viene decisa poi al tie-break, con Diego Schwartzman che dopo l’impresa ai quarti contro Rafa Nadal ne compie un’altra e raggiunge la sua prima finale di un Master 1000.

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