Italia tra Musk e SpaceX su Iris²: il dilemma satellitare che divide Roma e l’Europa spaziale

L’Italia sembra trovarsi a un bivio strategico: puntare sul colosso privato americano SpaceX per le comunicazioni governative crittografate o rimanere fedele al progetto europeo Iris², simbolo di autonomia strategica. Un contratto da 1,5 miliardi di euro con Elon Musk, discusso durante un incontro controverso tra Giorgia Meloni e Musk nella residenza di Donald Trump, ha messo Roma sotto i riflettori. Il governo italiano nega accordi formali, ma le trattative in corso parlano chiaro.

Starlink e Iris²: due visioni, due pesi

Starlink offre soluzioni pronte all’uso. La rete satellitare di Musk è operativa dal 2021 in Italia e serve già 50.000 clienti. Non solo: progetti come Starshield, orientati alla sicurezza, ampliano il raggio d’azione di SpaceX, rendendolo un partner interessante, almeno nell’immediato.

Ma questa immediatezza ha un costo. Collaborare con SpaceX significa rafforzare la dipendenza dell’Italia (e indirettamente dell’Europa) da un’azienda extraeuropea. Un rischio che l’Ue intende mitigare con Iris², un progetto da 11 miliardi di euro che mira a creare una rete multi-orbitale sicura e indipendente. Il problema? Iris² non sarà operativo prima del 2030, lasciando un vuoto temporale che Musk è pronto a colmare.

Italia, Musk, SpaceX: la penisola divisa tra Bruxelles e Mar-a-Lago

L’Italia ha investito molto nel progetto Iris². Il Centro Spaziale del Fucino, già uno dei più grandi al mondo, sarà la base operativa principale. Aziende italiane come Leonardo e Avio giocano un ruolo cruciale, con lanciatori come il Vega-E previsti per supportare Iris². Tuttavia, la scelta di Meloni di negoziare con SpaceX sembra tradire questa visione strategica.

Non è solo una questione di coerenza, ma di sovranità. Bruxelles ha sottolineato che i singoli Stati possono firmare accordi nazionali, ma il messaggio politico di un’Italia che flirta con Musk è inequivocabile: l’Europa non è abbastanza veloce, né affidabile. Un’affermazione che rischia di minare la già fragile autonomia tecnologica del blocco.

Italia, Musk, SpaceX: rischi economici e politici

L’accordo con SpaceX potrebbe anche avere conseguenze economiche devastanti. La rapida espansione di Starlink ha già messo in crisi operatori di telecomunicazioni e produttori di satelliti europei. Mario Draghi, nel suo rapporto sulla competitività, ha evidenziato come l’Ue stia perdendo terreno nei mercati chiave dello spazio, inclusi i lanciatori commerciali e le mega-costellazioni. Affidarsi a Musk non farà altro che aggravare questa dipendenza.

Dal punto di vista politico, la mossa italiana manda un segnale preoccupante ai partner europei. Figure come l’eurodeputato Christophe Grudler hanno criticato aspramente l’iniziativa, sottolineando che il programma GovSatCom dell’Ue offre già una soluzione più integrata e sovrana.

L’autonomia strategica europea in bilico

Dietro la questione Starlink-Iris² si cela una battaglia più grande: quella per l’autonomia strategica europea. L’Italia, con le sue scelte, potrebbe compromettere le ambizioni dell’Ue di diventare un attore indipendente nello spazio. In un mondo in cui la supremazia tecnologica definisce il potere geopolitico, l’Europa non può permettersi di giocare il secondo violino.

Ma Meloni sembra preferire la sicurezza immediata di Musk alla visione a lungo termine dell’Ue. Una scelta che potrebbe costare caro non solo all’Italia, ma a tutta l’Europa. Nell’orbita di Musk, si rischia di perdere più che dati: si perde il controllo del futuro.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine