Cinema

“La morte ti fa bella”, una satira fantasy sull’ossessione della giovinezza

Nel 1992 esce nelle sale un film che tratta con ironia una mania ancora tremendamente attuale. “La morte ti fa bella” è un fantasy noir che, forte di alcuni tra i volti più amati del cinema di Hollywood, propone una satira sull’ossessione dell’eterna giovinezza e della bellezza ad ogni costo. Dove, ovviamente, bellezza vuol dire gioventù.

Nel film diretto da Robert Zemeckis troviamo un cast d’eccezione: Goldie Hawn e Meryl Streep sono le due protagoniste che lottano contro il tempo, mentre Bruce Willis è l’oggetto di una disperata ricerca di attenzioni e approvazione. Accanto a loro, in un ruolo secondario, ma centrale per l’evoluzione della narrazione, Isabella Rossellini, che non è certo estranea all’essere ammirata per la propria bellezza.

Ha un sapore particolare, che tende all’agrodolce, la scelta di inserire in questo film un volto noto al pubblico internazionale per la sua avvenenza. Una pellicola che si inserisce in quell’industria cinematografica che ancora oggi, a 29 anni di distanza, continua tendenzialmente a perpretrare uno standard di bellezza unico e inarrivabile, sceglie proprio un prodotto di questa cultura (Isabella Rossellini), per dare un’immagine dell’aspetto più macabro di questa ossessione.

Isabella Rossellini in "La morte ti fa bella", Credits: Listal
Isabella Rossellini in “La morte ti fa bella”, Credits: Listal

La corsa alla giovinezza ne “La morte ti fa bella”

All’origine della storia ci sono due donne: Helen Sharp (Goldie Hawn), un’aspirante scrittrice, e Madeline Ashton (Meryl Streep), un’attrice vanitosa ed ex compagna di classe di Helen. La rivalità tra le due scoppia a causa di un uomo: Ernest Melville (Bruce Willis) tradisce Helen con l’amica e finisce per rompere il fidanzamento per sposare la bella Madeline.

Dopo una crisi di servi, un ricovero in manicomio e tanto lavoro su se stessa, Helen 20 anni dopo il “fattaccio” ci si presenta come un’autrice di successo e una donna rifiorita. La fama e la bellezza ritrovata di Helen causano, stavolta, un tracollo a Madeline. L’attrice è nel mezzo di una crisi matrimoniale, ha perso l’avvenenza dei bei tempi andati ed è reduce da una serie di insuccessi professionali.

Fin qui, purtroppo, niente di più ordinario: due donne che entrano in competizione per un uomo e che misurano il proprio valore esclusivamente sulla base della propria bellezza.

Trailer de “La morte ti fa bella”

L’elemento fantasy apre la porta alla satira

La ricerca di Madeline di un rimedio per il suo incurabile invecchiamento la porta in una clinica misteriosa. Qui avviene l’incontro con Lisle (Isabella Rossellini) che la convince a comprare un elisir di lunga vita. Non si tratta più però, come nelle più tradizionali leggende, solo della vita eterna, ma di un’eterna giovinezza che garantisce un’eterna bellezza.

Si apre quindi il nucleo più fantasy e noir del film. Ed è qui che l‘ironia esplode: le donne pianificano l’una la morte dell’altra, subiscono incidenti mortali, eppure non muoiono mai. Mentre diventando sempre più cadaveriche e mostruose, si ostinano e perseguire il proprio standard di bellezza in una corsa che le rende sempre più disumane.

Questo classico che smonta l’idolo moderno di una bellezza inafferrabile torna stasera sul piccolo schermo

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
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