Quest’anno, le emittenti nazionali di Irlanda, Spagna e Slovenia non trasmetteranno l’Eurovision Song Contest, dopo aver deciso di boicottare l’evento a causa della partecipazione di Israele. Dopo aver annunciato che non avrebbe presentato una canzone nazionale, l’emittente slovena RTV ha confermato giovedì che attuerà un vero e proprio “blackout televisivo”, snobbando l’evento musicale e, al contrario, mandando in onda invece una serie di film sulla Palestina. «Non trasmetteremo l’Eurovision Song Contest», ha dichiarato all’Associated Press Ksenija Horvat, direttrice di RTV Slovenia. «Al suo posto, manderemo in onda la serie di film “Voices of Palestine”, con documentari e lungometraggi palestinesi».
La scorsa settimana, anche la rete spagnola RTVE ha ribadito la propria decisione di non trasmettere l’Eurovision; non era mai accaduto da quando il Paese ha iniziato a partecipare nel 1961. L’emittente pubblica irlandese RTÉ, invece, aveva annunciato già lo scorso dicembre che non avrebbe né seguito né partecipato all’evento.
Un Eurovision dal risultato (e dal futuro) sempre più incerto
L’edizione di quest’anno dell’Eurovision, che celebra il suo 70° anniversario, vedrà la partecipazione di trentacinque Paesi e si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio. A scatenare le proteste di Irlanda, Spagna e Slovenia ( e dei Paesi Bassi) è stata la decisione dell’organismo organizzatore, l’European Broadcasting Union (EBU), di consentire a Israele di partecipare, nonostante le critiche per la sua condotta nella guerra a Gaza.
Il primo ministro sloveno, Robert Golob, rieletto a marzo in una serrata tornata elettorale, si è sempre mostrato avverso alle azioni di Tel Aviv contro la popolazione palestinese. Nell’agosto del 2025, il suo governo ha annunciato il divieto di importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, nell’ambito della sua risposta alla “politica del governo israeliano che mina le prospettive di una pace duratura”. Con lo slogan “Uniti dalla musica”, l’Eurovision si propone di anteporre la musica pop alla politica, ma ha ripetutamente faticato a tenere le tensioni globali fuori dal palco. La Russia è stata esclusa dalla partecipazione dal 2022, in seguito all’invasione su vasta scala dell’Ucraina e, da allora, non è mai stata riammessa.
Federica Checchia





