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L’Andrea Doria: il tragico naufragio del 1956

La tragedia dell’Andrea Doria è avvenuta oltre cinquanta anni fa, durante la notte del 25 luglio del 1956. L’epilogo drammatico e triste del naufragio di una nave meravigliosa della nostra Marina mercantile che, in una nebbiosa serata estiva, affonda di fronte alle coste del Massachussets, mentre sta per avvicinarsi al porto di New York al termine di una settimana di traversata partita da Genova.

L’Andrea Doria: costruzione della nave

Costruita nel 1951 nei cantieri Ansaldo di Sestri, a Genova. Il nome Andrea Doria è dedicato ad un ammiraglio del sedicesimo secolo, il quale difese la città contro i suoi numerosi nemici. La lussuosa nave poteva trasportare 1241 passeggeri e 575 uomini di equipaggio; presentava una lunghezza di 210 metri e una larghezza di circa 27 metri, di 29.083 tonnellate, presentava dieci ponti e undici compartimenti stagni. Fornita di barche di salvataggio capaci di trasportare 2000 persone, di un sofisticato sistema antincendio ed equipaggiata di radar.

Cosa accadde il 25 luglio 1956

Quel luglio del 1956, la nave iniziò la sua centunesima traversata dell’Atlantico. La sera del 25, navigando attraverso la nebbia e comandata dal Capitano Piero Calamai, l’Andrea Doria entrò in collisione con la nave svedese Stockholm, comandata dal Capitano Nordenson. Questa era una rompighiacci con punta rafforzata convertita in nave da crociera.

L’incidente avvenne poche ore prima dell’arrivo a cento miglia da New York, nei pressi dell’isolotto di Nantucket. Questa zona è caratterizzata dalla costante presenza di nebbia, dovuta al contrasto tra le acque fredde della corrente del Labrador e l’aria umida che si muove verso l’oceano della costa orientale degli Stati Uniti, alimentata dalla corrente del Golfo. Infatti, la Marina Americana posizionò un faro fisso e una pattuglia.

L’Andrea Doria: la tragedia dell’incidente

L’incidente poteva essere evitato, ma non avvenne la lettura dei radar a bordo di entrambe le navi. La Stockholm rimase seriamente danneggiata ma restò a galla, mentre l’Andrea Doria iniziò ad imbarcare acqua tramite le braccia sulla fiancata e ad inclinarsi su un lato. L’impatto subito provocò una voragine di 24 metri in grado di perforare alcune camere stagne. Lo squarcio lasciò entrare una grande quantità di acqua nello scafo che passò lateralmente sopra le porte stagne.

Miracolo si rivelò l’arrivo della nave da crociera francese Ile de France, mettendo in salvo parecchi naufraghi. L’ultimo passeggero messo in salvo fu Robert Hudson, ospitato sulla nave cisterna Robert E. Hopkins. Undici ore dopo, l’Andrea Doria affondò e questo momento fu filmato e trasmesso in diretta. Persero la vita 46 passeggeri su 1706, mentre 5 persone morirono sulla Stockholm. Il relitto della nave si trova a 48 metri di profondità posto sul fianco.

Martina Puzone

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