L’attacco da parte degli Stati Uniti al Venezuela e la cattura del suo presidente, Nicolás Maduro, hanno riacceso i timori riguardo a una possibile invasione americana della Groenlandia, mentre i membri del movimento MAGA di Donald Trump puntano con entusiasmo al territorio danese.
Poche ore dopo l’operazione militare, la podcaster di destra Katie Miller -moglie di Stephen Miller, il potente vice capo di gabinetto- ha pubblicato su X una mappa dell’isola, decorata con stelle e strisce, con la didascalia: «PRESTO». Lo stesso Trump, domenica, ha dichiarato alla rivista Atlantic: «Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia». La minaccia da parte di Miller di annettere il territorio ricco di minerali, parte della NATO, ha suscitato forte indignazione.
La minaccia degli Stati Uniti e la preoccupazione della Groenlandia
Il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha definito il post irrispettoso. «Le relazioni tra nazioni e popoli si basano sul rispetto reciproco e sul diritto internazionale. Non su gesti simbolici che ignorano il nostro status e i nostri diritti», ha scritto su X.
Ha anche affermato: «Non c’è motivo di panico né di preoccupazione. Il nostro Paese non è in vendita e il nostro futuro non è in mano ai post sui social media». L’ambasciatore di Copenaghen negli Stati Uniti, Jesper Møller Sørensen, ha ripubblicato la provocazione di Miller con un «amichevole promemoria» dei legami di lunga data in materia di difesa tra i due Paesi. «Siamo stretti alleati e dovremmo continuare a collaborare come tali. La sicurezza degli Stati Uniti è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca», ha affermato. «Il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti collaborano per garantire la sicurezza nell’Artico».
Ha poi aggiunto che la Danimarca ha aumentato la spesa per la difesa nel 2025, impegnando 13,7 miliardi di dollari «che potranno servire nell’Artico e nel Nord Atlantico. Perché prendiamo sul serio la nostra sicurezza comune. E sì, ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca».
Federica Checchia





