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Le proprietà benefiche dell’alga wakame e come usarla

L’alga Wakame è un’alga bruna che proviene dal Giappone, ma la sua diffusione in cucina è dovuta ad lacune proprietà benefiche della pianta.

L’utilizzo dell’alga Wakame

Alga Wakame photo credits wikipedia
Alga wakame

L’alga Wakame, il cui nome originario è Undaria Pinnatifida è dotata di foglie verdi dalla nervatura centrale, ed è nota per il contenuto vitaminico. Questo tipo di alga conterrebbe infatti una gamma di vitamine, proteine e sali minerali, tra cui iodio, calcio, magnesio e ferro. La presenza dello iodio nell’alba Wakama servirebbe anche a riequilibrare il corretto funzionamento della tiroide. I benefici di questa alga sono stati resi noti anche in Occidente, tanto da diventare un ricostituente e integratore alimentare. L’alga non è solo ricca di proteine e amminoacidi essenziali, ma contiene anche una grande quantità di vitamine del complesso B, sali minerali, ferro, potassio e calcio.
Inoltre una regolare assunzione di quest’alga contribuirebbe ad accellerare il metabolismo, favorendo così tutte le funzioni correlate dell’organismo. Per la sua quantità di fibre, l’alga Wakama può infatti diventare un ingrediente saziante e lassativo. Inoltre le sostanze fotochimiche presenti al suo interno possono ridurre notevolmente l’invecchiamento delle cellule, e rallentare l’insorgere di determinate malattie croniche.


Un altro aspetto importante consiste nel fatto che l’alga Wakame contenga anche un’antiossidante chiamato fucoxantina. Quest’ultimo servirebbe per la sintesi di una proteina che svolge un’azione antidiabetica all’interno dell’organismo. Inoltre i minerali contenuti nell’alga sono un ottimo alleato per il bilanciamento ormonale, così da determinare benefici durante la sindrome premestruale. Infine l’alga è un ottima fonte di omega 3, utile per ridurre le infiammazioni, e alleviare in modo particolare gli inestetismi della pelle. Questi benefici provenienti dall’alga Wakame non sono però stati certificati ufficialmente a livello sanitario. Infatti fino ad ora l’Efsa, autorità europea garante della sicurezza alimentare, non ha dichiarato nessuna correlazione tra questa alga e i benefici di salute sopra esposti.

Sonia Faseli

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