Il 3 maggio 2025, quindi tra circa due settimane, si terranno le prossime elezioni parlamentari a Singapore. A indirle è stato il primo ministro Lawrence Wong, che ha scelto la data anticipando i tempi previsti; per legge, infatti, la chiamata alle urne avrebbe dovuto avere luogo non prima della fine di luglio, con la possibilità di arrivare addirittura agli inizi di novembre.
La vittoria -e dunque, la riconferma- del Partito d’Azione Popolare, al quale appartiene lo stesso premier, è data quasi per scontata. Il partito è ininterrottamente al governo dal 1965, anno in cui il Paese si è proclamato indipendente dal Commonwealth Britannico. Il sistema elettorale in vigore, che è maggioritario, rende le cose piuttosto complicate per l’opposizione, e i movimenti minori hanno ben poche speranze di ottenere la maggioranza.
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Le ultime elezioni, risalenti al 2020, si sono però concluse con dei risultati in qualche modo sorprendenti. Il Partito d’Azione Popolare ha vinto come sempre, ma incassando “solo” il 61% delle preferenze, una percentuale di gran lunga inferiore ai soliti numeri. Il Partito dei Lavoratori, invece, si è assicurato l’ingresso in parlamento di ben dieci deputati, il suo maggiore successo dal 1965.
Per Lawrence Wong, questa sarà la prima elezione vera e propria; nel 2024, infatti, fu direttamente il suo predecessore a nominarlo come proprio sostituto. È probabile che la campagna elettorale -piuttosto breve, considerando il voto anticipato- toccherà vari temi, ma riguarderà soprattutto due temi che stanno molto a cuore all’esecutivo e, soprattutto, ai cittadini: il costo della vita a Singapore (in continua crescita) e la probabile guerra commerciale con gli Stati Uniti, scatenata dai dazi annunciati pochi giorni fa dal presidente Donald Trump.
Federica Checchia
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