La Strega. Il dizionario la cita come: “Creatura femminile che la superstizione immagina fornita di poteri soprannaturali ad opera del demonio”. Un personaggio chiave in molte storie della tradizione popolare, porta con sé un universo immenso, fatto di superstizione, credenze popolari, mitologia e storie vere di violente persecuzioni. Oggi, a poche ore dalla notte più spaventosa dell’anno, vi parliamo delle streghe più popolari della letteratura mondiale. 

La Strega: donna malvagia in bilico tra reale e fiabesco

La strega è notoriamente associata al simbolo del male. Un capro espiatorio per spiegare ciò che, apparentemente, non si poteva comprendere razionalmente. Un modo per esorcizzare le paure ma soprattutto emblema del mondo femminile. Un mondo pericoloso in quanto “misterioso”  per la maggior parte degli uomini del passato (e non solo!). Che siano giovani, belle,  vecchie o brutte, le streghe sono il simbolo della donna che deve essere tenuta a bada. La strega è il risultato della fusione di tanti elementi e, purtroppo, di una storia vera di persecuzione che la letteratura ha fatto propri e rielaborato in diversi modi. Tantissime, per non dire tutte, le culture nel mondo che hanno la figura della strega nei racconti del loro folklore.

La strega però, non è soltanto una figura mitologica, fiabesca, finta. Moltissime le donne vere, reali, che hanno subito torture atroci, fino ad andare incontro alla morte, per essere state sospettate di stregoneria. La caccia alle streghe è un fenomeno realmente esistito ed è durato per quasi 300 anni. Dalla prima esecuzione da parte dell’Inquisizione nel 1257 ca all’ultima conosciuta nel 1828. La saggezza, la ribellione, l’emarginazione sociale, la superiorità di donne non comuni veniva “scambiata” per occulto e di conseguenza andava eliminata. La letteratura è piena di saggi sulla stregoneria e su come questa sia poi divenuta, in epoca moderna, un simbolo della lotta femminista. Ma questa è un’altra storia.

Le streghe nella letteratura: dalla mitologia classica alla tradizione shakespeariana

Le prime streghe della letteratura risalgono all’antichità. Già nella tradizione dei popoli antichi, la figura della strega era già ben presente nei racconti. Certamente non con le sembianze che le daremmo oggi. Era più una divinità, un essere soprannaturale. A volte non aveva neanche un’accezione palesemente negativa. Cosa che invece assumerà dal Medioevo in poi, grazie alla demonizzazione della mitologia antica da parte della religione Cristiana. Le streghe più famose della letteratura classica sono tre. La prima è sicuramente Circe. Maga bellissima, è stata la figura più famosa delle epopee classiche. Trasformava i suoi nemici in animali dopo averli attirati in trappola. Il suo nome è entrato nel vocabolario come sinonimo di ammaliatrice e di spietata seduttrice. La seconda è Medea. Emblema della passionalità, della vendetta e della magia naturale. 

Medea è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa “astuzia, scaltrezza“, e la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini. Una delle più celebri streghe della mitologia classica, però, è la potente dea della magia nera: Ecate. Madre di Medea, è la dea preellenica degli Inferi. Raffigurata con tre teste o tre corpi è associata alla Luna. Citata anche nel Macbeth di Shakespeare, Ecate compare proprio come regina delle streghe. E parlando proprio di Shakespeare, arriviamo alle tre streghe più famose in assoluto della letteratura inglese. Le tre streghe di Macbeth, svolgono un ruolo fondamentale nella storia. Utilizzate per rappresentare il male, l’oscurità, il caos e il conflitto, pronunciano profezie confuse al futuro re di Scozia

Dall’Europa all’Asia, passando per il Sud America

Restando in Europa, la mitologia celtica è piena di figure femminili legate a superstizioni e maligno. Probabilmente la più famosa strega/maga della tradizione celtica è Morgana. Maga potente, antagonista di Merlino è il personaggio più celebre del Medioevo. La sua storia probabilmente deriva dalla strega multiforme della tradizione irlandese: Morrigan. Morgana viene vista in alcune tradizioni come una figura positiva capace di fare magie in grado di curare e aiutare il prossimo o consigliare. Alcuni la definivano una donna saggia, altri una strega. Un’altra celebre strega è citata nella Bibbia: la Strega di Endor. Negromante dotata del potere di evocare lo spirito dei morti, compare nel primo libro di Samuele. Il testo biblico non ne riporta il nome, ma nella tradizione rabbinica è identificata con Zefania

Sicuramente avrete sentito parlare di Baba Yaga. La strega più famosa della mitologia slava. Vecchia mostruosa, con poteri magici e accerchiata da oggetti incantati, è lo spauracchio dei bambini russi. Incanta le prede per poi mangiarle. Associata ai boschi e alla natura selvaggia, Baba Yaga è spesso paragonata ad un’incantatrice. Ormai divenuta un personaggio fiabesco, si trova nelle fiabe russe, polacche, slovacche, bulgare, ceche e bielorusse. Ma le streghe non occupano solo le storie del Folklore occidentale. In Giappone è celebre la Yamauba, la strega delle montagne. Ha lunghi capelli spettinati e porta un kimono fatto di stracci. Personaggio malefico, si nutre di carne umana. Un po’ meno cruenta ma sempre malvagia è la strega della tradizione messicana: la Lechuza. Rappresentata come un volatile mostruoso con faccia di donna, attacca per vendicarsi di torti subiti in passato.

Dall’Africa all’Italia: la strega è donna ed è cattiva

Potremmo continuare all’infinito l’elenco delle streghe della tradizione popolare. In alcune parti dell’Africa, addirittura, credono ancora fortemente alla magia e al sovrumano e il filo tra finzione e realtà nelle credenze popolari è molto sottile. Ogni diversa tribù africana considera la stregoneria in maniera differente. Gli Nyakyusa ad esempio la definiscono come “il pitone nella pancia”, la tribù Pondo come “il serpente della donna”, la tribù Xhosa crede che sia una grande bestia pelosa e la chiama Baboon. Nella tribù Tswana invece, le streghe vengono distinte in “night witches” (streghe della notte) e “day sorceres” (streghe del giorno). Le streghe del giorno usano i loro poteri magici per infliggere danno attraverso l’uso delle erbe e altre medicine, le streghe notturne sono di solito anziane donne che si riuniscono in piccoli gruppi e viaggiano per stregare gli sfortunati, non vestono abiti ma si cospargono di ceneri bianche o di sangue di morti. 

Anche in Italia, la stregoneria fa parte della tradizione del folklore popolare. Dalle Janare di Benevento, alle Animulari siciliane, dalle Bele butele della tradizione veneta alle Cogas della tradizione sarda. Il folklore popolare italiano è pieno di figure di donne “stregate”. Questa è solo una piccola selezione delle streghe più famose della tradizione letteraria. Molto diverse tra loro  per sembianze fisiche e poteri, hanno tutte in comune l’accezione negativa. La strega è la creatura dell’oscurità, colei che, attraverso i suoi incantesimi, destabilizza. È l’ostacolo da superare, è l’emblema del male. Questa accezione negativa, è il risultato di anni di sottomissioni, violenze, patriarcato che ha voluto da sempre mettere a tacere le donne, a maggior ragione se queste erano diverse dalla figura conforme degli standard dell’epoca. Queste donne reali hanno pagato con la vita la loro saggezza e ribellione e hanno dato vita a leggende e storie che ormai sono parte della nostra tradizione letteraria. 

Ilaria Festaù

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