Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Faremo un viaggio a Cannes alla scoperta di un film che ha vinto la Palma d’oro in maniera controversa. Parleremo di una coppia , di bambini e di povertà. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a “L’Enfant” dei fratelli Dardenne
“Presumibilmente, questo film è nato da una giornata di riprese del nostro film precedente. Eravamo a Seraing, rue du Molinay. Al mattino, pomeriggio, sera, abbiamo visto passare e stirare una ragazza che spingeva una carrozzina in cui una neonata dormiva, sembrava non avere meta, camminava solo spingendo la carrozzina… Spesso si pensava a questa giovane donna, alla sua carrozzina, al bambino che dormiva ea chi non c’era, il padre del bambino. L’assente che diventerebbe importante nella nostra storia. Una storia d’amore che è anche la storia di un padre”
Con queste parole i fratelli Dardenne hanno raccontato in un’intervista la genesi del film “L’Enfant” e della drammatica storia in esso raccontata. Una trama con cui i famosi registi belgi affrontano temi sociali già visti nei loro precedenti lungometraggi come “Rosetta” ma in maniera più profonda. Lo stile è sempre inconfondibile ed è contraddistinto dall’assenza di colonna sonora, la macchina da presa mobile che segue i personaggi e i dialoghi ridotti all’essenziale. Il tutto in un film intenso girato all’insegna di un fiducioso e inflessibile umanismo.
“L’Enfant”, la metropoli fagocitante e la fragilità umana
“L’Enfant” dei fratelli Dardenne pone al centro della storia una coppia di giovani che per sopravvivere vende il loro figlio e il tentativo di recuperarlo di un uomo che si riscopre padre. Un racconto duro e disarmante che mette in luce la fragilità dei due giovani protagonisti rei di essere inadatti alla vita a causa del loro lacerante disagio emotivo. Sullo sfondo una metropoli fagocitante che racchiude una società spregiudicata, spietata e meschina. Il tutto diviso tra un film che si fa pura arte abbondando qualsiasi forma d’intrattenimento e pellicola drammaticamente sociale.
Una vittoria ridondante
Quando la giuria presieduta da Emir Kusturica assegnò la seconda Palma d’oro ai fratelli Dardenne la critica si divise. Non mancarono detrattori che considerarono questa pellicola più furba che profonda. Un film abbandonato totalmente alla deriva moralistica e redentrice indegna. La vittoria dei Dardenne fu vista inoltre come ridondante dato che era la seconda. Per questo gli venne preferito da alcuni il bellissimo “A History of Violence” di David Cronemberg.
Stefano Delle Cave





