Pittore, scultore, architetto, scienziato, anatomista, filosofo. Il genio poliedrico di Leonardo da Vinci ha segnato il Rinascimento e la storia dell’umanità. Figlio illegittimo del notaio ser Piero, il giovane Leonardo trovò a Firenze fortuna e riconoscimenti, formandosi nella bottega del Verrocchio. L’ingegno innato e la curiosità senza confini portarono l’artista a cimentarsi in ogni campo dello scibile umano, dalla botanica all’ingegneria.

La chiamata del duca Ludovico il Moro convinse Leonardo a trasferirsi a Milano, dove il suo genio trovò il modo di risplendere nella celebre “Ultima Cena” di Santa Maria delle Grazie, assieme ad altri capolavori come la “Dama con l’ermellino” e la “Vergine delle rocce“. Sfortunatamente l’ opera principale di questo periodo, il gigantesco monumento equestre di Francesco Sforza, non vide mai la luce. Problemi di natura tecnica, vicissitudini politiche e la nota tendenza dell’artista a procrastinare i propri progetti impedirono a Leonardo di portarlo a compimento.

Le invenzioni di Leonardo

Le scintille del suo genio risaltano in un capolavoro nascosto e poco conosciuto: il Codice Atlantico, custodito presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Nelle pagine del codice Leonardo affida, nascosta dalla tipica scrittura speculare, la speranza di giungere un giorno al volo umano. I disegni mostrano prototipi di ali mobili e battenti, il primo progetto di vite aerea (antenata dell’elicottero), un “padiglione di pannolino intasato” molto simile al paracadute e l’idea originaria del deltaplano.

Leonardo si applica alla possibilità di esplorare le profondità marine. Appaiono sulle carte lo scafandro e un progetto di costruzione di una macchina sottomarina. La sua inventiva si sfoga soprattutto in campo militare: immagina un micidiale cannone con 33 bocche da fuoco, oltre a uno strumento bellico corazzato che anticipa di secoli il carro armato. Un altro esempio sono i terribili carri falcati muniti di lame rotanti, che spinti dalla forza del cavallo avrebbero fatto al loro passaggio strage dei nemici dell’ambizioso duca di Milano.

Davide Cossu

Seguici su Google News