L’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, tenutasi a Basilea lo scorso weekend, si è conclusa con la vittoria del cantautore JJ, rappresentante dell’Austria, il preferito di buona parte delle giurie. A destare scalpore, tuttavia, è stato l’esito del voto popolare, che ha visto trionfare l’israeliana Yuval Raphael, poi arrivata seconda. Numeri che hanno lasciato perplesse molte persone, considerando il ruolo di Israele nella sanguinosa guerra a Gaza. Lo stesso JJ, intervistato da El País, ha dichiarato: «Preferirei che il prossimo Eurovision si svolgesse senza Israele, ma la decisione spetta all’EBU. Noi artisti possiamo solo esprimere la nostra opinione».
La schiacciante preferenza per l’interprete israeliana, sopravvissuta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ha portato le radiotelevisioni pubbliche di alcune nazioni (Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Islanda e Finlandia) a sollevare una questione riguardo al televoto. In particolare, l’emittente spagnola RTVE e quella irlandese RTE hanno proposto una nuova verifica: «Chiederemo all’EBU se è il momento di aggiornare le regole o almeno di capire se quelle attuali consentono abusi». La parlamentare belga Katia Segers, inoltre, ha criticato la possibilità per i telespettatori di esprimere fino a venti voti che, a detta sua, favorirebbe l’alterazione dei risultati.
Eurovision, il caso Israele e le parole del direttore Martin Green

Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha affermato di tener conto delle preoccupazioni, promettendo una «ampia discussione» in merito a questo. Al tempo stesso, ha però ribadito che «le operazioni di voto per l’Eurovision Song Contest sono le più avanzate al mondo. I risultati di ogni Paese vengono controllati e verificati da una grande squadra di persone, per escludere modalità di voto sospette o irregolari».
Come da lui riportato, l’organo indipendente che si è occupato di esaminare i dati di giuria e televoto del 2025 «ha confermato che il voto è stato valido in tutti i Paesi partecipanti alla Grande Final di quest’anno e nel resto del mondo».
Federica Checchia
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